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Partinico, confiscata l’abitazione dell’imprenditore Gaetano Lunetto

Partinico, confiscata l’abitazione dell’imprenditore Gaetano Lunetto
Agosto 29
23:49 2017

Le forze dell’ordine si presentano a casa dell’imprenditore Gaetano Lunetto detto Tanino per prenderne possesso, ma la moglie si sente male e tutto viene rimandato di una settimana.

Il rappresentante dell’Agenzia Nazionale dei Beni sequestrati e Confiscati alla mafia, accompagnato da Polizia e Carabinieri, si è presentato presso l’abitazione di Gaetano Lunetto in via SP 1, cioè sulla provinciale Partinico Montelepre, per procedere alla presa in possesso dell’abitazione, assieme all’acquisizione definitiva al patrimonio dello stato, dei beni confiscati all’imprenditore edile di Partinico, residente ancora in questa abitazione, dopo avere scontato la pena per associazione mafiosa inflittagli nel luglio del 2000 dalla Corte di Appello di Palermo, con sentenza divenuta definitiva il 03.05.2001, di anni 10 di reclusione per associazione di tipo mafioso ed all’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Si potrebbe pensare che i 10 anni, dal 2001 non sono ancora  passati, ma siamo in Italia e, per un motivo o per un altro gli sconti di pena sono all’ordine del giorno.

L’11 giugno del 2009 a Lunetto Gaetano, un imprenditore edile di Partinico, la DIA di Palermo aveva confiscato beni per un valore complessivo di tre milioni e duecentomila euro su provvedimento dell’Ufficio Misure di Prevenzione. Era stato indicato da vari collaboratori di giustizia (A. Calvaruso, G. Monticciolo, G. Ferro, G. Mazzola,  E. Di Filippo, T. Cannella, A. Neri, P. Romeo) come  persona molto vicina a Giovanni Brusca e il collaboratore Palazzolo Salvatore, uomo d’onore della famiglia di Cinisi, lo aveva segnalato come “uomo d’onore” della famiglia mafiosa di Partinico. Nel febbraio 1989 veniva deferito all’AG di Caltanissetta, nell’ambito del rapporto giudiziario denominato “Cosentino Francesco + 59”, per il reato di associazione di tipo mafioso finalizzata alla turbativa d’asta in appalti pubblici. Grazie all’appoggio del patriarca partinicese Nenè Geraci, era riuscito a conquistare una stabile e rilevante posizione nell’ambito del mandamento mafioso di Partinico. Assieme a Giovanni Brusca, allora  latitante, aveva costituito, negli anni ’90 un sodalizio finalizzato al traffico di stupefacenti. Nell’agosto del 1995 era finito di nuovo in carcere, in esecuzione di un provvedimento emesso dalla Procura della Repubblica di Genova, per associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, insieme a Salvatore Vito Candela, di Palermo, con il quale aveva costituito nel Nord Italia, e segnatamente in Desenzano sul Garda (BS), una vera e propria sede operativa mafiosa al servizio del gruppo egemone corleonese, reinvestendo nel traffico degli stupefacenti gli utili derivanti dalla gestione degli appalti, secondo quanto riferito da dai collaboratori.

Un primo elenco dei beni confiscati a Lunetto indica otto appezzamenti di terreno siti in Partinico, contrada Ramo ed in Borgetto (PA), contrada Monaci; in due ditali terreni insistono un appartamento a due piani con garage ed un fabbricato rustico; quattordici magazzini in Partinico, in via Benevento e via Colombo, ed altri in Borgetto; 5 garages ubicati in Partinico, via Benevento e via Colombe, ed altri in Borgetto; Un ufficio sito in Palermo via Sampolo nr. 42, un ufficio sito in Borgetto C.da Annunziata, un negozio in Partinico via Monteverde; Sette appartamenti siti in Partinico alle vie Monteverde e Colombo; l’intero capitale sociale della EDILFOND Sri, con sede in Partinico via L. Perosi nr. 12; l’Intero capitale sociale della società L.M. costruzioni Sri con sede in Partinico, via Monteverdi nr. 58; la Ditta individuale LUNETTO Gaetano con sede in Partinico, via L. Perosi nr.12; Quote sociali pari al 33,68%, intestate a LUNETTO Gaetano, nella Immobiliare Montelepre di Mazzola Giovanni e C., con sede in Montelepre, via Roma nr.4; un Saldo attivo di conto corrente intrattenuto presso il Banco di Sicilia di Partinico e Contante per € 62.000,00.

All’arrivo delle forze dell’ordine la moglie di Lunetto si è sentita male, al punto che si è dovuta chiamare un’ambulanza per ricoverarla in ospedale. Vista la situazione, sono stati dati sette giorni di tempo alla coppia per traslocare e consegnare il locale. Quindi avremo altre notizie fra dieci giorni e dopo, se l’Agenzia dovesse far presto per accelerare la consegna dei beni al Comune di Partinico, cercheremo di sapere che uso si intende fare di tutti questi beni, restituiti alla comunità.

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Sull'autore

Salvo Vitale

Salvo Vitale

Salvo Vitale è stato un compagno di lotte di Peppino Impastato, con il quale ha condiviso un percorso politico e di impegno sociale che ha portato entrambi ad opporsi a Cosa Nostra, nella Cinisi governata da Tano Badalamenti, il boss legato alla Cupola guidata negli anni Settanta da Stefano Bontate.