Per una foto è scoppiata la tempesta

0
L’origine

Come la pubblicazione di una foto su Facebook può determinare scontri ideologici, distruzione di rapporti umani di rispetto, feroci apprezzamenti da parte di persone con cui non si ha nulla da spartire, strumentalizzazioni da parte di giornali come Libero, che cita solo frammenti funzionali alla sua impostazione di destra, citando o riportando alcuni passaggi di un più ampio articolo pubblicato su Il fatto quotidiano. Francamente non mi piace che questa storia abbia provocato tutto questo rumore per nulla, e non posso lasciar passare sotto silenzio la posizione di chi ha volutamente frainteso le mie intenzioni, le quali erano quelle di documentare l’amicizia tra due carissime persone, al di là del colore della pelle.

Tutto parte da un post, corredato da due fotografie in cui un giovanissimo Peppino Impastato è in compagnia di Benedetto Filangieri, un gigante di colore al quale ci legava una grande amicizia negli anni ’60 a Cinisi, quando ancora andavamo a fare il bagno alla Scalidda, una spiaggetta ormai distrutta e inaccostabile a causa della recinzione aeroportuale, in una spensierata atmosfera dove cominciavamo a capire come funziona ciò che stava attorno a noi, prima che nascesse lo sciagurato progetto di costruzione della terza pista. Non c’erano problemi di colore della pelle, Benedetto era uno di noi, ed è questo che volevo scrivere quando ho scritto:

“A tutti coloro che in questi giorni sputano veleni e insulti contro chi sostiene che non si può giocare con la vita delle persone, di qualsiasi colore esse siano, a tutti quelli che addirittura hanno cercato, in alcuni post, di metterci dentro Peppino per giustificare o dirottare le loro fantasie xenofobe, o per tacciare di strumentalizzazione chi fa riferimento alle sue idee e alle sue azioni, cercherò di essere chiaro e definitivo: Tenetevi Salvini. Lasciate stare in pace Peppino. Egli vola ben più in alto di voi. Eccolo in una foto con uno dei suoi più grandi amici, “Binirittu u niuru”.

La cosa ha scatenato l’inferno tra tutti i fans di Salvini, e questo è normale, dal momento che, ne sono convinto, ormai si muovono come truppe d’assalto, ma soprattutto ha dato luogo a una dolorosa “guerra” via Facebook tra me e la figlia di Benedetto, Daniela, che non conosco, e che si è scelto il nome di battaglia Tempesta. Una vicenda che mi ha creato amarezza, proprio per l’amore e l’affetto che nutro nei confronti di persone che, assieme a Peppino, hanno attraversato una parte della mia vita.

Il botta e risposta

Tento di riepilogare alcune delle sue accuse e offese, perché molte non le ritrovo più nel post originario e presumo che siano state rimosse:

Scrive Daniela:

Non ho capito il senso di questo post informatevi prima delle persone che sono in questa foto”

Non capisco perché usa il plurale e da che cosa deduce che non si sia informati su chi è rappresentato nelle foto. Qualche tempo dopo ritorna:

Salvo Vitale non può permettersi di dire che mio padre è immigrato. Visto che non lo conosce e non sa neppure chi è. Usi la sua faccia visto che anche lui è di colore e poi posti ciò che vuole”.

Per chiunque sappia leggere non ho detto e non potevo dire che Benedetto è immigrato, perché lo conosco sin da piccolo, dovremmo essere coetanei, conosco benissimo la sua storia, so che è italiano. Su questa falsa accusa, si gioca tutto il resto. Daniela continua:

Non mi piace che per le vostre ideologie politiche dite cose che nn centrano nulla….salvini così torto non ha noi giovani siamo costretti ad andare fuori e le vostre politiche che fanno mandano in italia gente che ruba posti e che violenta donne? Mandiamoli all’estero li non li vuole nessuno perché. Io non sono razzista ma credo che abbiamo superato i limiti mi spiace se è possibile signor Salvo Vitale levi questo post… Grazie se vuole parlare di razzismo metta altre foto”.

Qualsiasi commento è inutile, ma l’apprezzamento all’operato di Salvini e i commenti su chi arriva in Italia parlano chiaro.

Seguono due post, che non ho più trovato, in cui mi si accusa di avere fatto i soldi con la politica, mi si dicono un sacco di ingiurie, la più simpatica delle quali è la tipica offesa siciliana “facci di picara”, ripetuto più volte e un altro post ancora in cui Daniela scrive:

Si ma non puoi dire che mio padre è immigrato metti altre foto scusa ma poi conosci mio padre?”

E un altro ancora:

“È inutile che mette la foto di mio padre che Salvo Vitale mettesse la sua di foto per parlare degli immigrati e non metta la foto di Peppino per favore per giustificare una politica che non ce… Ce solo un magna magna generale cominciando dai comuni regioni fino ad arrivare in alto perché un politico non può mangiare su chi poi muore in mare se lo vuole salvare fa diversamente”

Cui rispondo così:

Per la seconda volta ti ripeto che mi spiace per te, Daniela, io non tolgo niente perché, come ho scritto, Peppino vola più in alto delle vostre, delle nostre miserie. Sul magna magna sono d’accordo, ma è un’altra storia”

Con controreplica:

Tempesta: “Non togli perché sei comunista prepotente prima accertati di chi sono le persone in questa foto e poi fai post. Ma come ti permetti scusa s voglio lo levi questo post non puoi parlare di mio padre se non lo conosci”.

Daniela risponde a una ragazza che apprezza la foto:

“Questo con Peppino è mio papà…pezzi di storia erano amicissimi”

E continua col dire:

dite a salvini che mio padre è italiano”

Poi ripete, rispondendo a Cora:

No non mi offende ma per la politica si fa di tutto cioè lui non sa chi sono le persone qui presenti e spara dicendo che Peppino non era razzista…ma non sa neppure se Benedetto Marco Filingeri è Italiano o no basta che spara…ripeto io non sono razzista ma pensiamo a gli italiani chiudiamola sta bocca….noi giovani abbiamo bisogno di lavoro non di chiacchere”.

C’è un passaggio di questa conversazione che forse illumina meglio l’irritazione di Daniela:

“poi dimmi cara visto che uno come Salvo Vitale definisce mio padre pur essendo italiano e pur essendo di colore nivuru non ha contribuito al razzismo come i tuoi genitori?”

E un seguito:  

“parlate parlate di tuo padre e tua madre quando hanno visto un uomo di colore “nivuru” che facevano si barricavano in casa? eppure questi nel 45 con lo sbarco degli americani in sicilia ci hanno salvato il culo dai tedeschi to matri e to patri su scurdaru?”

Inutilmente Sabry cerca di spiegare i veri termini della questione:

“Era la cosiddetta “incuria” con cui veniva appellato tuo papa’…prima che niuru assumesse un connotato negativo. Nulla di razzista. Tuo padre e’ italiano, ma innegabilmente di pelle scura ( sto cercando di usare termini che non possano offendere)… E purtroppo ultimamente sembra che questo stia tornando ad essere un problema. Il tema immigrazione e’ molto complesso. Ma quello che noto e’ che vi e’ una speculazione politica ed economica da tutte le parti coinvolte, senza che nessuno voglia andare ad affrontare il problema alla radice, che comporterebbe la consapevolezza di creare squilibri a livello geopolitico internazionale. Il problema principale di tutto e’ la globalizzazione capitalistica. Di cui ne stiamo pagando tutti le conseguenze. Siamo tutti funzionali al sistema messo in atto…in quanto ognuno di noi ne e’ la causa”.

Da ciò mi faccio l’idea che Daniela, sostenuta, anche via Facebook da una mia amica, o almeno che penso essere tale, abbia fatto un percorso ideologico di simpatie pentastellate che piano piano, dopo il governo gialloverde, sono diventate filosalviniane, come evidente da quello che scrive. E siccome ormai su Facebook è di moda, parte l’esercito di bordate di tutti i supporters di Salvini, che non perdono occasione per ingiuriare chi si permette di metterli con i piedi a terra. Il resto è pettegolezzo, ma non posso fare a meno, per definire la vicenda, di riportare l’ultimo post scritto a Daniela:

“Scrivo per l’ultima volta, poiché tu sei capace di usare termini che ben definiscono quello che sei. In siciliano diciamo che “u putiaru socc’avi abbannia”. Innanzitutto l’ottusità: non riesci neanche a capire che nessuno ha scritto che Binirittu è un immigrato. Sappiamo tutti la storia di Binirittu e sappiamo tutti come lo hanno chiamato da sempre a Cinisi. Quello che tu scrivi è pura ipocrisia e meschino tentativo di strumentalizzare l’immagine di tuo padre per farti una inesistente ragione con cui rovesciare il tuo veleno. Nessuno vuole offendere la dignità di tuo padre, che ne ha tantissima e nessuno vuole dire che il colore della pelle, nero, bianco o olivastro, o giallo sia una discriminante. Forse sei tu a pensarlo e credi che sia così anche per gli altri. Ma non è il mio caso, ficcatelo bene in testa. Ho già detto che a mio parere Salvini vi abbia bucato il cervello e lo ripeto, perché il vero problema è questo: ci sono persone disperate in cerca di aiuto e altre che non vogliono dargliene perché anche loro hanno i loro bisogni e i loro drammi ai quali questa società con i suoi vari governi non riesce a dare risposta. Nel contesto sociale sono gli anelli più deboli e chi attualmente sta al potere, è bravissimo a metterli l’uno contro l’altro, per governare meglio e fare voti. Già lo dicevano i Romani: “divide et impera”. Non ti permetto in ogni caso di dire menzogne e idiozie sulla mia vita: non ho mai fatto carriera politica e non ho mai guadagnato un euro al di là della pensione che mi passa il governo. Chiunque mi conosca lo sa bene. Quindi attenta. Per il resto continuo a invitarti a guardarti allo specchio per cercare da te una definizione alla tua faccia: troverai che non c’è molta differenza con la definizione di faccia che mi hai attribuito. Chiudo e ti cancello dalla lista perché ogni volta la tentazione di risponderti e di pensare che serva a qualcosa è troppo forte, ma, a quanto pare, non serve a niente”.

Seguono alcuni post di persone sconosciute, tra i quali un certo Salvatore Vincenzo Gentile:

“Chi vuole si tenga questo professore pieno della sua arrogante ideologia che sconosce il buon senso. Io mi tengo Salvini”

Una certa Elvira Formisano:

“È un’arrogante e la sensibiita’ non sa cosa sia,un codardo che si permettere di offendere questa figlia che non vuole che suo padre diventi strumento.Se avesse coraggio si scuserebbe e eliminirebbe il post ma e’ un coniglio”.

Non posso fare a meno di rispondere:

“È mia abitudine ribattere, quando si esagera, alle persone che mi offendono le loro stesse ingiurie, nella speranza, spesso inutile, che si rendano conto che, nella stessa misura in cui offendono gli altri, possono essere offese e che quindi possano provare su di sé quello che pensano di far provare agli altri. Per questo ti dico che coniglia sarai tu, che ti nascondi con il ditino nella tastiera, codarda sei tu, che offendi chi non condivide le tue affermazioni, e, per la stessa ragione sei arrogante, bugiarda, perché sostieni che io faccia diventare strumento d’intolleranza razziale una dolcissima foto tra amici di colore diverso e presuntuosa, perché presumi di essere nel giusto. Non posso che invitarti, come ho fatto con tutti, a volare più in alto. Dopodiché ti chiedo scusa per le offese che ti ho ricambiato, nella speranza, ahimè inutile, che lo faccia anche tu”.

Cito anche il post di Angelo Pappalardo, che scrive:

“E un piacere leggere i tuoi post”

Con risposta di Daniela Tempesta Tempesta:

È un piacere se parla di cose vere scusa ma se inventa per la politica no”

E controrisposta di Angelo: 

“Queste sono opinioni personali chi siamo noi per dire cosa e vero o cosa e falso quando ci fanno credere quello che vogliono spetta a noi decidere a cosa credere…”

Replica di Daniela:

“ma lui parla di mio padre quel signore nella foto di cui non sa un cazzo per parlare di immigrazione quando mio padre è italiano ma chi mmisca”

Controreplica di Angelo:

“ti chiedo scusa ma le parolacce non li sopporto non sono un letterato ne un benpensante quindi ritengo di non potere continuare questa conversazione”

Controcontroreplica di Daniela:

“figurati io ma poi che hai bevuto ma quali parolacce che fai il comunista perbenista? Quando ti conviene parli quando non toccano te e il tuo sedere taci? Ecco perché Peppino è volato alto”

e Angelo chiude la conversazione con questa risposta:

“non capisco perché mi hai etichettato come comunista chissà perché chi non la pensa come voi deve essere per forza comunista e citi sempre Peppino scusa la mia ignoranza ma non capisco cosa centra la realtà e che vada bene e solo una mia opinione voi non accettate che le persone non la pensano come voi io al contrario mi vanto di avere amici comunisti fascisti democratici e altro perché per me le persone valgono per quelle che sono e non certo per le loro idee politiche voi invece l’unica cosa che sapete dire e tu sei comunista quindi sei nel torto”

Discorso chiuso, da parte mia, anche con gli altri:

Mi pareva di avere già detto ai signori Morgese, Gentile, Turner: “Tenetevi Salvini. Io mi tengo Benedetto e Peppino che volano ben più in alto di voi”. Per quanto riguarda il sig. Gentile credo che il buon senso manchi a lui, dal momento che, senza conoscere la mia ideologia, la definisce in partenza arrogante. Ma siamo sempre là, mi rendo conto che con certe persone non si dovrebbe discutere, poi ci casco sempre”.

Che tutte le sparate di Daniela, in gran parte provocatorie, offensive e dettate da una forte condizione emotiva, siano legate all’uso della parola “niuru”, alla fine viene fuori da un post di Enza di Domenico in risposta a uno di Nicola Mazzei:

credo ci sia stato un grosso malinteso, la parola. Niuro è stata quella che ha fatto arrabbiare Daniela, non c’entra niente la politica, io oggi ho avuto modo di parlare con lei ,Questa parola niuro a pesato tanto nella sua vita e in quella della sua Famiglia Daniela è una brava ragazza, che lotta ancora adesso in questa società”

La mia risposta, con la quale spero di chiudere la vicenda:

“Se il problema è quello del soprannome non posso che chiedere scusa: non lo consideravo una parola offensiva, dal momento che a Cinisi non c’è persona che non chiami così la persona di cui parliamo. Ingenuamente partivo dal presupposto che indicare il colore della pelle che uno possiede non fosse offensivo. Non sapevo che la cosa, come dici tu, “pesasse tanto” nella vita di Daniela. E comunque la ringrazio per avere tolto le parolacce relative alla mia faccia. Ti assicuro che non le voglio male”.

Chiudo con un’altra foto bellissima foto non ancora pubblicata in cui Peppino sta togliendo, dalla gambia di Benedetto, con un coltello, la spina di un riccio:

139 alla Scalidda 3

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Hide picture