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Negozi Niceta: si chiude

Negozi Niceta: si chiude
Ottobre 15
16:00 2015

Lo avevamo anticipato già da alcuni mesi e adesso è definitivo: tutti i negozi Niceta, da Partinico, a Carini, a Palermo, ad Agrigento, hanno chiuso o stanno per farlo, a causa dell’incapacità gestinale dimostrata dell’Amministratore giudiziario Aulo Giganti, uno dei “quotini” di Cappellano Seminara al quale è stata affidata l’azienda messa sotto sequestro perchénel punto vendita di Castelvetrano lavoravano due nipoti di Matteo Messina Denaro.

In poco più di un anno questo signore è stato capace di mandare a casa 45 lavoratori, di cui siamo in grado di fare nomi e cognomi: aveva anche fatto una lettera di licenziamento ad altri otto, avendo già deciso la chiusura dei residui punti vendita dei centri commerciali La Torre e Forum, ma improvvisamente, non si sa per quale folgorazione, ha deciso di ritirare i licenziamenti, di tenere ancora aperti i due punti, forse in attesa della prossima udienza fissata il 20.10, durante la quale di dovrebbe decidere definitivamente se continuare l’amministrazione giudiziaria del nulla o se restituire ai proprietari le briciole di un impero.

Quello che più incuriosisce è che sono stati licenziati 54 lavoratori, ma ne sono stati assunti 27: anche di essi potremmo fare nomi e cognomi e sappiamo per certo che tra di essi ci sono due amici di un figlio della Saguto, uno è stato raccomandato da un giudice, uno  dice che gli hanno rubato il furgone della ditta, mentre era in trasferta,  due  sono stati individuati come persone che attingevano a piene mani dalla cassa del punto vendita di Castelvetrano, una non si è mai vista.

Insomma una bella lista di persone che hanno sostituito lavoratori ai quali, oggi, come da essi ultimamente denunciato, è stato anche negato il pagamento del TFR. E andiamo ad altro: Non è stato fatto ancora l’inventario dei beni, dei quali avrebbe dovuto occuparsi un perito, un certo Ferrara: adesso non si sa cosa dovrebbe inventariare, dal momento che è tutto scomparso, pure le attrezzature comprate in leasing. Non è stata pagata la retribuzione di sei mesi di lavoro al sig. Niceta che nei primi mesi ha mandato regolarmente avanti il negozio, fino a quando non gli è stato proibito di mettervi piede.

L’amministratore giudiziario si è visto più o meno un’ora a settimana, ma ha incamerato profitti impressionanti, per sè e per i suoi collaboratori inutili, negando però che le cifre comparse su un noto quotidiano siano reali. E adesso siamo alla fine. Dopo aver cambiato tutti gli avvocati, dimostratisi incapaci di difendere i loro interessi, i Niceta hanno presentato una memoria al giudice delle misure di prevenzione e aspettano una risposta per il prossimo 29 ottobre.

Sull'autore

Salvo Vitale

Salvo Vitale

Salvo Vitale è stato un compagno di lotte di Peppino Impastato, con il quale ha condiviso un percorso politico e di impegno sociale che ha portato entrambi ad opporsi a Cosa Nostra, nella Cinisi governata da Tano Badalamenti, il boss legato alla Cupola guidata negli anni Settanta da Stefano Bontate.