Telejato

Buon anno a chi ha davanti a sé un anno cattivo

Salvo Vitale e Pino Maniaci

Buon anno a chi ha davanti a sé un anno cattivo
Dicembre 30
21:00 2015

Dopo il buon natale è l’ora del buon anno.

Alla faccia dei milanesi, dei  romani e persino dei ciociari di Frosinone, che respirano PM10 a pieni polmoni, perché non piove, noi ci godiamo le belle giornate, respiriamo pure qualche zaffata di PM10 marca Bertolino, quando lavora, per ora no, non sappiamo quali siano i livelli d’inquinamento perché centraline ve ne sono poche in tutta la Sicilia e in gran parte non funzionano o funzionano male, e perciò facciamo finta che tutto va bene, come diceva la canzone di Ombretta Colli che Peppino Impastato usava per mandare in onda “Onda Pazza”. Facciamo finta, perché i 25 operai della Motoroil sono stati in gran parte licenziati e sostituiti con amici dell’amministratore, la Elgas di Carini è stata messa in liquidazione e sono state mandate a casa otto famiglie, sotto l’ino-culata gestione dell’esimio dott. Santangelo, i 26 lavoratori dell’Immobiliare Strasburgo se non sono in mezzo alla strada ci stanno arrivando, i lavoratori della 6DI.GI di Castelvetrano, che mettendoli insieme sin dall’inizio raggiungevano la  bella cifra di circa 500 aspettano ancora di sapere se hanno qualche possibilità, anche quelli che aspettano che lo Stato paghi i debiti contratti con loro, i lavoratori in cassa integrazione da qualche anno, della Sicilfiat aspettano di essere ri-convertiti e così via: se li mettiamo tutti insieme, coloro che non lavorano più perché hanno avuto la disgrazia di finire sotto il rasoio delle misure di prevenzione e di essere trattati come “amici degli amici”, sono più di 80 mila. Renzi ha di che dire che siamo al di là degli scogli e che l’Italia sta decollando per tornare ai livelli di una volta. È bene che ci mettiamo tutti la testa a posto: non si vede neanche l’ombra della ripresa, si vedono solo palliativi e prese per il culo, perché da tempo gli psicologi hanno scoperto che l’aspettativa di qualcosa, stimola la positività. E quindi pensa positivo, che tutto torna vivo.

Ogni volta all’inizio del nuovo anno, tirando il consuntivo e tracciando un’ipotesi di prospettiva in avanti speriamo, ci illudiamo che prima o poi le cose cambieranno, che “buon tempu e malutempu un dura sempri un tempu” ma è da parecchio che ci troviamo solo in una condizione atmosferica di buon tempo, mentre arrivano bollette di qualsiasi tipo pronte a fagocitare l’ultimo resto di tredicesima. Disoccupati, inoccupati, esodati, malati, sciancati, affamati, emigranti, migranti, sfigati, senza tetto, si aggirano come ombre in una realtà che sembra abbandonata al degrado irreversibile e galleggia tra i rifiuti. Ma non possiamo sprofondare interamente nel nulla, nel nichilismo. Quando dal vaso di Pandora uscirono fuori tutti i mali che Zeus vi aveva messo dentro, l’ultimo sentimento che vi rimase fu la speranza. Quella non ci abbandona, non ci può abbandonare. È vero che ci sta addosso anche l’estrema disillusione: “cu di speranza campa disperatu mori”. Potremmo dirci, con Gaspare Cucinella: “Chi vuoi fari, si un c’è chiù nenti i fari?” E invece qualcosa da fare c’è sempre. C’è sempre il nostro lavoro di denuncia e di riscatto per una Sicilia dove i PDM si tolgano per sempre dai coglioni, c’è un nuovo prefetto che nel 2012 ha vinto il premio Antonino Caponnetto assieme a Letizia Maniaci e la cosa sembra di buon auspicio, c’è tutto il nuovo ufficio misure di prevenzione che ancora non è stato capace di sostituire Cappellano Seminara dai suoi incarichi, malgrado lui stesso si sia dimesso, quanto ci vuole?

C’è il magistrato Virga che, invece di essere punito per i suoi traccheggi con la Saguto, è stato trasferito a Roma, presidente di una sezione penale e consulente del gruppo che sta lavorando per la riforma del CSM. Guarda un po’! Così non ha bisogno di viaggiare, può far tutto a Roma. Auguri dott. Virga. Buon anno anche a zza Silvana, che ancora non si sa dove finirà: certamente in qualche altra presidenza della sezione di qualche prestigioso tribunale!

Insomma tutto va bene, tutto cambia, niente cambia, i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sono sempre più poveri, la rivoluzione è ormai un sogno lontano, la paura dell’ISIS serve a guastare la festa a chi si era troppo abituato a vivere tranquillo, il Papa invita tutti alla misericordia e alla povertà, mentre il cardinale Bertone se la spassa dal suo attico di 250 mq., restaurato con i soldi del Bambin Gesù. E DAI!!!

Auguri, buon anno. La speranza c’è ancora? Dal fondo del vaso di Pandora c’è la vocina di un bambino a dare a ognuno di noi un debole segnale: “Io speriamo che me la cavo”.

Sull'autore

Salvo Vitale

Salvo Vitale

Salvo Vitale è stato un compagno di lotte di Peppino Impastato, con il quale ha condiviso un percorso politico e di impegno sociale che ha portato entrambi ad opporsi a Cosa Nostra, nella Cinisi governata da Tano Badalamenti, il boss legato alla Cupola guidata negli anni Settanta da Stefano Bontate.