Telejato

Lentini, Salviamo la Grotta del Crocifisso

Novembre 20
22:00 2015

La chiesa del Crocifisso presenta il più complesso apparato iconografico della Sicilia rupestre con la presenza di almeno cinque fasi decorative che formano il più importante apparato iconografico bizantino rupestre della Sicilia.

Esse sono distribuite in formelle disposte su almeno tre ordini e rappresenterebbero Scene del Giudizio Universale riprendendo un tema iconografico molto comune nel mondo medioevale. Al XIII secolo sono riferibili porzioni di affreschi organizzati per pannelli isolati; essi occupano la parete e la conca absidale ad est e rappresentano: la Crocifissione e il Pantocrator. La Crocifissione è, purtroppo, molto frammentaria tanto da permettere l’identificazione solo del Cristo con la testa reclinata e della Vergine. Il Pantocrator è racchiuso in una mandorla decorata con crocette bicrome rosse e nere, assiso in trono e affiancato da una coppia di angeli. Presumibilmente vicini a tali lacerti pittorici sono i pannelli del cosiddetto Polittico di San Leonardo: Santa Elisabetta, la Mater Domini, San Leonardo, San Giovanni Battista e un Santo vescovo. La “galleria” iconografica della chiesa si arricchisce, poi, nei secoli XIV – XVII con la rappresentazioni di Santi legati all’Occidente e, in particolare, si ipotizza al mondo francescano. A quest’epoca, infatti, possono datarsi i pannelli di un Santo vescovo Eligio S., Chiara o S. Caterina da Siena, S. Pietro, Santo cavaliere su cavallo bianco, San Calogero, un Santo diacono, e quindi un Cristo Viandante e un San Cristoforo, Madonna del Carmine (Madonna con Bambino), Madonna in trono. Le infiltrazioni di acqua piovana e la formazione di alghe stanno compromettendo in maniera grave la salvaguardia del sito che necessita urgentemente di essere impermeabilizzato e restaurato.

http://www.iccd.beniculturali.it/medioevosiciliano/index.php?it/112/catalogo-generale/56/grotta-del-crocifisso

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Sull'autore

Danilo Daquino

Danilo Daquino