Telejato

Replica alla Kore di Enna

Replica alla Kore di Enna
Febbraio 05
16:18 2016

Chiedo scusa a Enna e agli Ennesi che non ho mai offeso e che sono persone degne del massimo rispetto: dovrebbero chiedere scusa, per la verità, coloro che usano il teorema della parte per il tutto e concludono che parlare male dell’università di Enna sia come parlare male di tutta la città: insomma, si tratta degli stessi imbecilli che, a causa della presenza di alcuni mafiosi concludono che la Sicilia è tutta mafiosa.

Quanto ai riferimenti su Peppino Impastato, se qualcuno di tutti quelli che lo citano a sproposito ha bisogno di sapere chi era e come agiva, sono pronto a dargli tutte le lezioni che vuole e gratis. Ma io sono io e Peppino era Peppino. Sulle decisioni del ministro Giannini, vuol dire che i giornali ci hanno informato male: in ogni caso bisognerebbe chiederlo a lei e ai responsabili dell’Università. Sulla qualità delle lauree, siamo al solito, la parte per il tutto: non vuol dire che se c’è stata qualche laurea concessa, diciamo, con qualche leggerezza, tutte le lauree della Kore siano fasulle. So bene che c’è gente che studia e si fa “il culo” per andare avanti. Sull’operato del prof Provenzano, non ho fatto altro che riportare notizie di stampa. Perché non lo conosco e non ho nulla contro di lui, ma mi pare che i suoi rapporti con la Saguto e la Cannizzo avevano precisi obiettivi: non lo dico io, ma le intercettazioni. E quindi sarei curioso di sapere su cosa si dovrebbe basare la querela o la diffamazione.

E infine vorrei dire a un certo Vana-dia, cioè uno che VANe cose DIce, che non ho mai detto né scritto che alla Kore c’è la mafia. Se Crisafulli tratta i mafiosi a pesci in faccia o li costringe ad agire in un certo modo sono affari suoi, non dell’Università: sono disposto a comprargli un paio di occhiali, perché non sa leggere, o se legge, legge male ed è un peccato che si sia laureato alla Kore, perché non gli fa buona pubblicità. Se invece di fare la parte degli offesi alcuni pensassero a fare il proprio dovere, a studiare o a collaborare con la nostra emittente per informare la gente sulle disfunzioni che ci circondano, si aprirebbe una via, anzi un’autostrada per portare avanti un’informazione migliore che non dica che tutto va sempre bene.

Sui rapporti con l’università rumena, devo dire con franchezza che non ne so molto: se si tratta di un laureificio, la cosa è grave, se si tratta di normali stage di studio, come si fa con i progetti Erasmus, che ben vengano. Anche le notizie sull’indagine interna portata avanti dai responsabili della Kore, cosa che fa loro onore, se la faranno senza guardare in faccia nessuno, è una notizia che è stata riportata da tutti i giornali qualche mese fa. Solo che mi pare che i giornali non li legge nessuno dei tre soggetti che hanno scritto le loro rimostranze. Per fortuna c’è qualcuno che legge le mie cose, e mi fa piacere. Quando sono sbagliate non esito a rettificarle e ad accettare critiche, ma quando sono deformate non ci sto. Quindi aspetto critiche su dati di fatto, non su opinioni.

Sull'autore

Salvo Vitale

Salvo Vitale

Salvo Vitale è stato un compagno di lotte di Peppino Impastato, con il quale ha condiviso un percorso politico e di impegno sociale che ha portato entrambi ad opporsi a Cosa Nostra, nella Cinisi governata da Tano Badalamenti, il boss legato alla Cupola guidata negli anni Settanta da Stefano Bontate.