Proposta l’espulsione dall’ANM di Silvana Saguto.

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Il collegio dei probiviri dell’Associazione Nazionale Magistrati, alla quale aderiscono la maggior parte dei magistrati italiani (per l’esattezza, ma la cifra risale al 2011, 8.284 su 8886), ha deliberato l’espulsione di Silvana Saguto, l’ex presidente della sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo, finita sotto inchiesta a Caltanissetta per la gestione “criminale” di tale struttura.

Non racconteremo, l’abbiamo fatto altre volte e lo approfondiremo in un prossimo articolo che sarà pubblicato sul magazine I Siciliani giovani, come funzionava il cerchio magico della signora Saguto e i vari personaggi che ne facevano parte. L’A.N.M. è nata all’inizio del secolo scorso per difendere l’integrità morale dei suoi iscritti e per tutelarne l’autonomia e gli interessi. Molte volte è stata accusata di corporativismo, nel senso di costituire una vera e propria struttura di potere in grado anche di controllare il potere politico o di orientare il potere legislativo. In un suo libro il giurista radicale Mauro Mellini ha parlato di “partito dei magistrati”. Il suo intervento in questa vicenda arriva tardivamente, a quasi un anno e mezzo da quando è scoppiata ”la bomba” che ha messo sotto accusa un intero settore della Procura di Palermo. Si potrebbe dire “meglio tardi che mai”.

Tra i più recenti presidenti dell’Associazione va citato Pier Luigi Davigo, il  Presidente della Corte di Cassazione che ha rigettato il ricorso di Pino Maniaci, dichiarandolo inammissibile. Oltre alla Saguto, è stata deliberata anche l’esclusione per un’altra toga, Alfonso Papa, già deputato Pdl, condannato in primo grado per conduzione per induzione. Il verbale, contenente tali decisioni, è stato trasmesso al nuovo presidente Anm Eugenio Albamonte per la delibera finale, che sarà sicuramente approvata. Attualmente l’ANM è composta da varie correnti, da Magistratura democratica (sinistra), Unità per la Costituzione (centro), Magistratura indipendente (destra), Movimento per la giustizia I Verdi-Articolo 3 (sinistra)

La saguto, così come molti dei suoi colleghi che appartenevano al suo cerchio o che hanno avuto rapporti con lei, faceva parte di Magistratura indipendente, malgrado le sue simpatie, con alcune sfumature di sinistra.

Tutti si preoccupano che possa parlare e rivelare chissà quali segreti, ma difficilmente il magistrato aprirà bocca con i suoi colleghi. In cambio di cosa a nessuno è dato dirlo

1 Commento
  1. Gianfranco Becchina dice

    Signora Saguto,
    la prego di redimersi. Io non dubito che lei sia stata indotta, per delle ragioni che può anche continuare a tenere nel suo cuore, a permettere che avvenissero i disastri che, oggi, vorrebbe non aver mai provocato. E la cui gravità è sottolineata dai provvedimenti che cominciano a pioverle addosso.
    Già tempo fa l’ho invitata a liberare la sua coscienza; a salvaguardare il prestigio dell’istituto al
    quale ancora appartiene, che ha bisogno di luci piuttosto che di ombre.
    Ombre che solo lei può contribuire a diradare, aiutando i giudici che l’hanno incriminata a fare piazza pulita nella cerchia di corrotti che tarda ad emergere nella sua completezza.
    Soprattutto fra investigatori e amministratori designati da lei stessa o da altri.
    Gli abusi commessi in nome della legalità, si sono rivelati di estrema illegalità, e spesso strumenti di danni irreparabili e profonde ferite nelle persone incolpevoli, distrutte da vergognosi calcoli di puro interesse personale.
    Si faccia coraggio, e faccia il suo dovere. Quello stesso che non ha voluto fare quando lo avrebbe potuto.

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