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Paternò, l’annacata al boss dei Santapaola

Paternò, l’annacata al boss dei Santapaola
Dicembre 05
15:56 2015

In questi giorni la città di Paternò è finita alla ribalta delle cronache nazionali per un episodio che sta scatenando l’ira di molti.

Nel corso dei festeggiamenti in onore della patrona Santa Barbara, due cerei (statue in legno scolpito e indorato portate a spalla da 8 persone) hanno eseguito una sosta davanti l’abitazione di un esponente mafioso mentre i portantini hanno fatto il “dondolamento” che simula l’inchino in segno di rispetto, la classica annacata, concludendo con il rito del bacio finale. Il tutto sulle note de “Il Padrino”.

Per chi non lo sapesse, il destinatario del “saluto” si chiama Assinnata, boss affiliato alla famiglia mafiosa dei Santapaola di Catania e attualmente detenuto. A casa sua c’era il figlio che secondo quanto raccontato è uscito fuori per ringraziare la folla di fedeli. Sulla questione è immediatamente intervenuto il Questore di Catania che ha bloccato la processione e ha vietato la partecipazione alle manifestazioni in programma agli autori dell’inchino “reverenziale”, ovvero ai due comitati che gestiscono i cerei degli “ortofrutticoli” e dei “dipendenti comunali”. «Il nome dei comitati non corrisponde alle attività lavorative dei portatori – precisa a MeridioNews il sindaco di Paternò Mauro Mangano – Quello dei dipendenti comunali non è gestito dal Comune e non conta impiegati municipali».

Tanti cittadini ci stanno scrivendo per comunicarci che rigettano questo gesto e per tal motivo, insieme alle associazioni di volontariato, si stanno attivando per proporre un regolamento (attualmente inesistente) che disciplini l’utilizzo dei cerei.

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Redazione

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