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“Mafia Capitale”: commercio nero di carburante, sei arrestati, tra cui tre ufficiali della Marina Militare di Augusta

“Mafia Capitale”: commercio nero di carburante, sei arrestati, tra cui tre ufficiali della Marina Militare di Augusta
Dicembre 15
20:00 2014

Altri 6 arresti nell’ambito dell’inchiesta Mafia Capitale. Questa volta nel centro del mirino sono finiti alcuni falsi rifornimenti alla Marina Militare di Augusta.

La Guardia di Finanza, nell’ambito dell’inchiesta su Mafia Capitale, ha eseguito sei ordinanze di custodia cautelare nei confronti di Lars P. Bohn, Massimo Perazza e Andrea D’Aloja, accusati di aver rifornito per 11 mln di litri di gasolio la «Victory I», una nave affondata nel 2003, con la complicità di tre ufficiali della Marina Militare: Mario Leto (capitano di Corvetta), Sebastiano Distefano (primo maresciallo) e Salvatore Mazzone (maresciallo).

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori delle Fiamme Gialle, il sodalizio criminale, aveva già organizzato tramite appositi documenti, la consegna di grandi quantità di litri di petrolio presso il deposito della Marina Militare di Augusta (SR), attraverso la «Victory I», una petroliera che risulta naufragata dell’Oceano Atlantico e quindi mai attraccata nel porto.

Oltre ai sei arresti, il gip ha disposto anche il sequestro preventivo dei beni per 7.401.248,36 di euro, e dichiara: «Il cuore pulsante della consorteria e del piano delittuoso era a Roma». Le due società, infatti, Abac Petroli e Global Chemical Broker, con i relativi rappresentanti legali che menzioniamo nuovamente, Massimo Perazza (conosciuto con l’appellativo “Massimo il romanista”), e Andrea D’Aloja (ricercato), avevano sede e residenza a Roma, ad essi «va indiscutibilmente riconosciuto un ruolo essenziale e primario di promotori ed organizzatori». Il gip scrive, inoltre, che nella Capitale hanno «sede gli uffici ministeriali che hanno emanato gli ordini di fornitura e i titoli di pagamento delle fatture emesse dalla O.W. Supply, sulla scorta della falsa documentazione».

«La Marina Militare è al fianco della magistratura per debellare il fenomeno della corruzione a salvaguardia del personale che quotidianamente lavora con spirito di servizio e senso dello Stato». «La trasparenza amministrativa e l’integerrimo comportamento del proprio personale – continua la M.M. – rimangono punti fermi nell’ambito del quale gli organi tecnici e di sorveglianza della forza armata continuano ad esercitare la massima attenzione in collaborazione con le forze dell’ordine e l’autorità giudiziaria, sia ordinaria che militare».


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Danilo Daquino

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