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Libera stampa? Esiste ancora? Un appello ai (pochi?) giornalisti liberi

Libera stampa? Esiste ancora? Un appello ai (pochi?) giornalisti liberi
Aprile 12
12:37 2021

L’appello dell’avvocato ed ex pm antimafia Antonio Ingroia

Pino Maniaci tre giorni fa è stato assolto con formula piena dall’accusa infamante di essere un estortore dei politici locali siciliani, fra cui ben due sindaci del palermitano, ai quali – secondo l’accusa – avrebbe estorto denaro per comprare il suo silenzio. L’accusa più grave ed infamante che si potrebbe rivolgere contro un giornalista libero come Pino Maniaci. Finalmente Pino è stato assolto, e ne sono felice come suo avvocato difensore e come cittadino. Ma ci sono voluti sei anni per liberarlo da questa accusa infamante. Nel frattempo, il suo onore, la sua reputazione e la sua dignità sono state calpestate e distrutte perché è stato già condannato dai media. Una ingiusta crocifissione mediatica, sulle prime pagine di tutti i giornali e i titoli di tutti i TG in prima serata, che chiede, urla, pretende giustizia.

La terribile vicenda di Pino Maniaci è il quadro della paura dei tanti e del coraggio dei pochi. Ma è anche la dimostrazione che il coraggio alla fine paga.

Colgo perciò l’occasione per fare un appello a tutti i giornalisti, ai coraggiosi e ai meno coraggiosi. Il processo a Pino Maniaci è stato un messaggio intimidatorio a tutti i giornalisti perché rinunciassero a fare certe inchieste scomode sui veri “poteri forti” del Paese. Per Pino Maniaci, per anni premiato ed osannato come oracolo dell’antimafia, il vento è cambiato quando ha osato indagare dove era vietato farlo, quando ha iniziato a sollevare il velo dell’ipocrisia dell’antimafia ufficiale, smascherando le magagne che si nascondevano dietro il sipario della Sezione Misure di Prevenzione Antimafia del Tribunale di Palermo, allora presieduta dall’ex-magistrato Silvana Saguto.

Da quel momento, per Pino Maniaci prima è cambiato il vento, poi sono iniziati i guai giudiziari, con una misura cautelare poi dissoltasi, e con un processo penale durato sei anni, che si è chiuso ora con un’assoluzione, di cui sono felice di avere dato il mio contributo, ma preceduto da sei anni di gogna mediatica.

Alla fine, Pino Maniaci ha vinto la sua battaglia, a dimostrazione che un certo giornalismo si può e si deve fare. E allora bisogna dire GRAZIE a Pino Maniaci per il suo coraggio e qualcuno dovrà chiedere scusa a Pino Maniaci. Ma ciò che più conta è che l’assoluzione di Pino Maniaci è una liberazione della Giustizia contro il Potere, un trionfo della libertà di stampa e del diritto di cronaca contro ogni forma di prevaricazione, perché premia un giornalista coraggioso che, col suo stile a volte fracassone, ha saputo sempre combattere senza paura contro i poteri forti e che si è trovato improvvisamente accusato e subito condannato mediaticamente pur essendo innocente, come si è dimostrato, solo perché aveva osato indagare sulle apparenze di una certa antimafia omologata e carrierista.

Pino Maniaci ha avuto il coraggio di sfidare tutto e tutti, solo per Amore di Verità e Giustizia, la sua Verità che oggi risulta confermata da due sentenze speculari: la sua assoluzione con formula piena a Palermo, dove la Procura aveva osato chiederne la condanna perfino a più di 11 anni di reclusione senza averne le prove, e la condanna da parte del Tribunale di Caltanissetta dell’ex-magistrato Saguto per reati gravissimi alla pena di 8 anni e 6 mesi.

Ecco perché il mio appello ai giornalisti tutti: raccontate la storia di Pino Maniaci e imparate da lui che non bisogna avere paura, che non bisogna farsi intimidire neppure dalla magistratura. La libertà di stampa e il diritto di cronaca vanno difesi a tutti i costi. In nome della Costituzione, in nome del diritto dei cittadini ad essere liberi e informati.

Plaudiamo, dunque, a questa giusta sentenza di assoluzione che costituisce un baluardo di libertà e una garanzia per tutti i giornalisti che potranno ora sentirsi più liberi e sicuri nel fare le loro inchieste, anche le più scomode e invise al Potere.

VIVA LA GIUSTIZIA, VIVA LA VERITÀ!

Antonio Ingroia
Antonio Ingroia

Avvocato e cittadino