Catania, maxi-blitz dei carabinieri con 109 arresti: tre donne a capo del clan Laudani

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Azzerato a Catania il clan Laudani, storico alleato della famiglia catanese di Cosa nostra dei Santapaola-Ercolano.

ImmagineSono più di 500 i carabinieri del comando provinciale insieme con unità specializzate che hanno eseguito in Italia e all’estero un provvedimento restrittivo emesso dal gip del Tribunale etneo su richiesta della Dda nei confronti di 109 persone, tutte accusate a vario titolo  di associazione mafiosa, estorsione, intestazione fittizia di beni, detenzione e traffico di stupefacenti, detenzione e porto illegale di armi e altri reati.

Il clan dei Laudani, particolarmente radicato nella zona pedemontana dell’Etna, negli anni Novanta è stato il braccio armato del clan Santapaola dopo aver preso il posto della famiglia Pulvirenti, il clan del “Malpassotu”. Feroce e spietato, il clan venne “preso per mano” da Pippo Di Giacomo, un sicario oggi in carcere, condannato all’ergastolo. I Laudani furono protagonisti durante quegli anni di tre gravissmi episodi di criminalità mafiosa: nel 1993 l’attentato alla caserma dei carabinieri di Gravina di Catania, nel 1994 l’omicidio dell’ispettore della polizia penitenziaria Luigi Bodenza e un anno dopo, nel 1995, l’assassinio dell’avvocato Serafino Famà. In quel periodo il clan si dotò di due bazooka, acquistati nell’ex Jugoslavia. Le due potenti armi dovevano servire per compiere omicidi eccellenti, tra cui quello del pentito Antonino Corrado e poi dei magistrati Immagine2Amedeo Bertone e Mario Amato, della Dda di Catania, che stavano indagando sulla mafia etnea. Il piano però fallì: un altro pentito, Alfio Lucio Giuffrida (detto “Alfio ‘a pipa”) fece trovare ai carabinieri l’arsenale con i bazooka in un garage di Viagrande, alle falde dell’Etna.

Le attività d’indagine hanno consentito di evidenziare il ruolo centrale ricoperto da tre donne organiche all’organizzazione, tratte in arresto nell’ambito dell’operazione, dimostratesi in grado di dirigere le attività criminali della “cosca” secondo le direttive impartite dai vertici ed occupandosi anche della gestione della “cassa comune” e del sostentamento economico delle famiglie degli affiliati detenuti. Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Catania, hanno consentito di ricostruire l’organigramma del clan, considerato una delle più ramificate e pericolose consorterie criminali operante nel catanese, caratterizzato da una autonomia criminale orgogliosamente rivendicata anche nei confronti di “Cosa Nostra” catanese, con la quale, peraltro, non ha disdegnato di stringere alleanze partecipando alle più sanguinose faide degli anni Ottanta e Movanta, con saldi legami anche con la ‘ndrangheta reggina.

Gli investigatori hanno individuato capi e gregari, accertando numerose estorsioni praticate in modo capillare e soffocante ai danni di imprese ed attività commerciali del territorio e riscontrando un diffuso condizionamento illecito dell’economia locale posto in essere anche con attentati alle attività produttive ed aggressioni agli imprenditori. Nessun decisivo contributo alle indagini è emerso dalle dichiarazioni delle vittime che, a riprova del profondo stato di assoggettamento, o hanno negato di essere sottoposte al pagamento del “pizzo” o si sono limitate ad ammettere il solo fatto storico dell’estorsione, non fornendo alcun elemento utile per l’identificazione dei responsabili.

repubblica.it

I nomi di tutti gli arrestati:

Francesco Acciarino
Giovanni Alfino
Paolo Aloisio
Giuseppe Arcidiacono
Filippo Anastasi
Natale Benvegna
Carmelo Bonaccorso
Luigi Bonanno
Giuseppe Borzì
Antonino Camelia
Rosario Campolo
Giovanni Cantarella
Alberto Caruso
Piero Castorina
Andrea Catti
Angelo Cosentino
Giovanni Costantino
Salvatore Costantino
Francesco Saverio Cristaldi
Orazio Cucchiara
Giuseppe D’Agata
Sebastiano D’Antona
Vito Danzuso
Giovanni De Luca
Orazio Di Grazia
Alessandro Di Mauro
Antonino Di Mauro
Giovanni Di Mauro
Mario Di Mauro
Orazio Di Mauro
Paolo Di Mauro detto u profissuri
Salvatore Di Mauro
Camillo Fichera
Giuseppe Fichera
Stellario Fileti
Antonino Finocchiaro
Sebastiano Flori di Mascali
Antonino Fosco
Salvatore Giardino
Santo Giuseppe Giardino
Mario Giuffrida
Giovanni Giuffrida (domiciliari)
Sebastiano Granata
Giuseppe Grasso
Marco Grimaldi
Franco Guglielmino
Antonino impellizzeri
Carmelo Isaia
Alessandro Lanzafame
Mario Lanzafame
Concetto Laudani
Sebastiano Laudani, nato il 23 maggio 1926 (domiciliari)
Sebastiano Laudani, iano il grande, nato l’1 gennaio 1969
Sebastiano Laudani, iano il piccolo, nato il 23 giugno 1983
Orazio Leonardi
Daniele Magrì
Daniele Mangiagli
Carmelo Maugeri
Orazio Militello
Salvatore Mineo
Vincenzo Morabito (domiciliari)
Giovanni Muscolino di Giarre
Rosario Muscolino di Giarre
Giovanni Nicolosi
Giuseppe Nicolosi
Salvatore Nicotra di Giarre
Alfio Nucifora di Piedimonte Etneo
Antonio Luca Pappalardo
Valerio Parasiliti Rantone
Giuseppe Parenti
Giovanni Parisi
Leonardo Parisi di Giarre
Gianluigi Partini
Leonardo Patané di Giarre
Carmelo Pavone
Mirco Pelleriti
Giovanni Pennisi
Ottavio Pezzino
Francesco Pistone
Antonio Privitera
Nino Puglia di Giarre
Alessandro Raimondo
Antonino Rapisarda
Salvatore Rapisarda
Vincenzo Rapisarda
Alfio Romeo di Piedimonte Etneo
Filippo Santonocito
Alfio Sardo
Concetta Scalisi
Omar Scaravilli
Nunzio Sciammacca
Orazio Sciuto
Maria Scuderi
Orazio Scuto
Salvatore Sorbello
Mauro Sulfaro
Giuseppe Tomarchio di Giarre
Maurizio Tomaselli
Michele Torrisi
Paola Torrisi
Salvatore Torrisi
Sebastiano Torrisi
Mario Trovato
Giuseppe Vecchia
Antonino Ventura
Giuseppe Viola
Sebastiano Zappalà
Antonino Zizzo
Gianni Zizzo

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