Dipendenti pubblici e dipendenti esemplari

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Dopo il caso vigili urbani Roma Renzi tuona«Nel 2015 cambiamo regole pubblico impiego»

Nei sogni erotici di certi ex ministri, che ricordano tanto il giudice di Fabrizio De Andrè, il dipendente pubblico perfetto è assimilato ad una macchina infallibile, schiavizzata, senza tutele, senza diritto di sciopero e licenziabile sempre e comunque. Immaginate il parto estremo,figlio delle menti più liberiste del nostro paese, un incrocio diabolico che nemmeno Marchionne Brunetta e Margaret Thatcher insieme avrebbero potuto concepire. Dubito che siate riusciti a visualizzare nella vostra mente questo mostro, purtroppo però queste sono le sembianze del modello di dipendente pubblico tipo verso cui andremo.

Certe tendenze sono figlie di certe ideologie e della convinzione sfrenata che pubblico sia uguale a fannullone. Una equazione che purtroppo moltissimi dipendenti pubblici, con condotte immorali, illegali o semplicemente prive di ogni etica del lavoro, hanno contribuito a costruire. Assenteismo, falsi invalidi e agitazioni talvolta pretestuose che hanno svilito il sacrosanto diritto allo sciopero tutelato dalla costituzione. Di esempi concreti ne è piena l’Italia, esempi che hanno alimentato il dibattito pubblico sulle norme e sulla gestione che riguardano il pubblico impiego. L’ultimo in ordine cronologico ad essere passato alla ribalta delle cronache è il caso che ha visto coinvolti i vigili urbani di Roma ben spiegato in una nota diramata dal Campidoglio

[blockquote style=”1″]La serata e la nottata si sono svolte senza intoppi per la mobilità e la sicurezza delle 600 mila personeche hanno festeggiato l’arrivo del 2015 nelle strade della Capitale, a via dei Fori Imperiali e al Circo Massimo. Il servizio degli agenti della Polizia locale di Roma Capitale è stato garantito grazie al previdente ricorso all’istituto della pronta reperibilità, affinché si potesse disporre di un numero sufficiente di personale da impiegare nei servizi di viabilità finalizzati alla sicurezza stradale. Sono state impiegate circa 470 unità, 240 dalle ore 18.00/19.00 (75 di reperibilità) e circa 230 dalle ore 24.00 (45 di reperibilità). Inizialmente, i servizi di Capodanno prevedevano di impiegare circa 700 unità, come nei precedenti anni, in turno straordinario. Ma la mancata adesione allo straordinario aveva indotto il comando del corpo a disporre una ridistribuzione di tutto il personale[/blockquote]

Qualcuno potrebbe obbiettare che si tratta semplicemente dell’ennesimo caso di nullafacenza all’italiana, in realtà forse è qualcosa di più. Le reazioni ai comportamenti poco professionali dei vigili romani infatti non sono tardate, il vicesindaco Luigi Nieri ha prontamente condannato la condotta tenuta dagli uomini in divisa. Tuttavia anche il Premier stesso Matteo Renzi si è scomodato per commentare l’accaduto con un tweet  che forse non ha solo il solito sapore di spot elettorale.

E così con questo pretesto è stata rilanciata l’ennesima riforma del pubblico impiego, l’impressione è che se seguiranno i fatti alle parole, si andrà sempre più verso quel disegno di smantellamento totale del posto pubblico fisso, che tanto piaceva all’ex ministro Brunetta. Ovviamente chi scrive non vuole avere l’arroganza di comportarsi come se fosse in possesso del dono della preveggenza, ne tantomeno di fare la parte del “gufo”, tuttavia mi sia consentito almeno un cauto scetticismo, da figlio di dipendente pubblico che ha visto suo padre lavorare per più di 20 anni con professionalità e abnegazione rinunciando spesso alle ferie e portando anche il lavoro a casa, in uffici spesso popolati anche da fannulloni. Il timore più che fondato visto cosa si è fatto agli insegnanti in maniera indiscriminata è che anche in questo caso si agirà indiscriminatamente, utilizzando il Bazooka contro le mosche, per arginare un problema celando in realtà la volontà precisa di assecondare ancora di più l’annientamento di ogni tutela anche a discapito di chi per tutta la vita ha lavorato correttamente.

Le soluzioni? Non sta certo a me trovarle però posso affermare con certezza che come sempre, anche in questo caso mancano le basi culturali, manca la cultura del lavoro così come manca anche una cultura e una mentalità imprenditoriale. Renzi, Brunetta, Marchionne e confindustria tutta dovrebbero guardare a Google e Virgin, non certo dei comunisti che però hanno trovato del modelli di lavoro sostenibili che con degli accorgimenti potrebbero essere tranquillamente applicati anche in Italia.

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