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Siracusa, società fantasma: la Guardia di Finanza scopre frode di oltre 3 milioni di euro

Siracusa, società fantasma: la Guardia di Finanza scopre frode di oltre 3 milioni di euro
Marzo 03
22:20 2015

Il nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Siracusa, ha eseguito un provvedimento di sequestro preventivo, emesso dalla locale Autorità Giudiziaria, per oltre 3 milioni di euro, nei confronti di una società aretusea che opera nel settore dei lavori sottomarini.

11016698_10204175701453784_1052809937_nL’attività di sequestro ha consentito di porre i sigilli su un immobile di lusso ed un garage nonché di sequestrare partecipazioni in quattro società e oltre 1,5 milioni di euro.

L’azienda opera, in particolare, in alti fondali per la manutenzione di strutture off-shore, ispezioni subacquee mediante l’uso di avanzati sistemi televisivi e veicoli subacquei filoguidati. Un anno fa, era stato accertato che la società aveva indebitamente beneficiato, dal 2010 al 2012, di un credito d’imposta di oltre 3 milioni di euro, destinato alle imprese che effettuano investimenti nelle aree svantaggiate del Sud, al fine di creare nuovi posti di lavoro, produrre nuova ricchezza e conseguentemente incrementare la circolazione di capitali nell’area stessa.

Agevolazione che di diritto non spettava alla società, visto che a Siracusa non produceva nulla ma aveva solamente la sede legale, ubicata presso lo studio del consulente fiscale e i dipendenti e l’amministratore erano dell’Italia del nord.

La teorica struttura produttiva, consisteva infatti, in un armadio custodito in un immobile, condiviso da più società; ma gli investigatori hanno individuato l’unica base operativa dell’impresa sita in una ricca città del nord Italia che, di certo, non può considerarsi “area svantaggiata”.

Al termine di ogni verifica, le fiamme gialle hanno contestato le relative violazioni amministrative e hanno denunciato il rappresentante legale della società per il reato di indebita compensazione di credito d’imposta e proponendo il sequestro preventivo del profitto del reato, che è stato disposto dal procuratore capo della Repubblica di Siracusa, Paolo Giordano, in seguito ad ulteriori indagini.

Sull'autore

Danilo Daquino

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