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Napoli, il bacio al posteggiatore abusivo che è costato il posto in strada al vigile urbano

Napoli, il bacio al posteggiatore abusivo che è costato il posto in strada al vigile urbano
Marzo 12
09:52 2015

Continua a far discutere il caso del Vigile Urbano di Napoli, ritenuto presunto amico dei parcheggiatori abusivi della zona Ospedale Loreto Mare.

Vi abbiamo raccontato, non molto tempo fa, la storia dell’imprenditrice Alessia Nocerino, che a 19 anni ha fondato, senza ricevere alcun contributo statale, un’autorimessa dalla capienza di 4000 mq in grado di ospitare 300 auto e fino a 200 tra ciclomotori e motocicli.

Lavoro letteralmente rubato dai posteggiatori abusivi che hanno invaso l’area esterna del garage, ottenendo quotidianamente guadagni illeciti superiori a quelli conseguiti dall’impresa che si prefigge l’obiettivo di far fronte alla disoccupazione giovanile, il disagio che attanaglia il nostro Paese da qualche anno. Dalla stanza dove sono collocati i monitor delle telecamere di sorveglianza, Alessia assiste ogni giorno a scene di violenza inaudite, ma non solo: quando il corpo di Polizia Municipale si è deciso ad intervenire sul luogo, in seguito ad una delle tante segnalazioni, la giovane ha notato il manifestarsi di sentimenti di amicizia da parte di uno degli agenti, nei confronti di un abusivo, che poi sarebbe il cosiddetto “Capo Famiglia”, colui il quale coordina ogni situazione e si prende cura della cassa “fantasma”.

Ebbene, i nastri di tali registrazioni non sono andati perduti, anzi, sono stati esaminati a fondo dalle autorità competenti. Il Vigile che ha baciato il posteggiatore è stato allontanato dalla strada e spostato a lavorare nell’ufficio del comando. Sul caso è intervenuto pure il Comandante della Polizia Municipale di Napoli, il colonnello Ciro Esposito:

Non vorremmo che questo gesto e il risalto che ne è stato dato offuscassero l’impegno massiccio che stiamo profondendo nella lotta quotidiana e complessa contro i parcheggiatori abusivi. Del resto in questa attività non siamo soli, anche le altre forze dell’ordine scendono in piazza per tentare di combattere questo tipo di illegalità. Se non si riesce a debellarla è perché siamo di fronte a una normativa che non è adeguata e a degli strumenti che sono insufficienti.


Sull'autore

Danilo Daquino

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