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Doppia morale in piedi

Maggio 25
12:07 2015

Sabato a Torino in piazza Paleocapa, vicino alla stazione di Porta Nuova, circa un centinaio sentinelle in piedi si sono ritrovate per manifestare contro il ddl Cirinnà sulle unioni civili e a favore della “famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna”.

A stralciare il silenzio della veglia la contro-iniziativa di tre coppie (una gay, una lesbica, l’altra etero) che si sono infiltrate tra le sentinelle e si sono baciate per protesta, mentre fuori dalla piazza isolata dalle forze dell’ordine si è riunito un presidio di protesta contro l’iniziativa ritenuta omofoba. Un gruppo di dimostranti del Collettivo identità unite-studenti indipendenti ha calato uno striscione con scritto “omo è natura, sentinella è paura” dal balcone di un palazzo che da sulla piazza.

Ma chi sono le sentinelle in piedi e perché scendono in piazza?

Le poche informazioni reperibili si trovano sul loro sito. Infatti le sentinelle in piedi non parlano, non rilasciano dichiarazioni – il servizio d’ordine in piazza glielo impedisce – se non per bocca del loro portavoce. Non sono autorizzate a parlare, soprattutto con la stampa. Manifestano per un’ora in silenzio nelle piazze d’Italia, dritti e immobili come fossero paralizzati, con un libro tra le mani in segno della “formazione permanente di cui abbiamo costantemente bisogno”. Non parlano, leggono a testa bassa, si chiudono nell’unilateralità del silenzio, muto e sordo, che non prevede contraddittorio. Si ritrovano, stanno fermi per un’ora, vengono contestati, e se ne vanno. Si definiscono una “popolo di tanti io che desiderano seguire la verità”, apartitici e aconfessionali, ma alle loro iniziative spesso si affacciano volti noti della destra e dell’area cattolica, giovani e politici navigati. A Torino il servizio d’ordine è garantito da alcune imitazioni mal riuscite di Avanguardie appartenenti al Fuan (organizzazione di ispirazione fascista) e dalle intimidazioni di stampo mafioso degli studenti dell’area cattolica. Partecipano alle manifestazioni consiglieri comunali di Fratelli d’Italia e Ncd. Insomma, apartitici si, ma solo per chi non ha gli occhi per vedere.
Scendono in piazza “per difendere la libertà di tutti”, ma impongono che “che l’unica dualità possibile è quella uomo-donna” (sic!). E continuano, “silenziose si inverano, leggendo si formano, nel tempo discernono e imparano ad amare, le Sentinelle in Piedi esistono per rendere l’uomo libero già ora”.
Si, signora mia, già ora! Le sentinelle in piedi ti rendono libero già ora, lo loro sola esistenza infonde libertà a chi li guarda, figurarsi a chi li tocca. E’ per questo che vegliano in formazione geometrica (militare?) a due metri di distanza l’uno dall’altro, è una tecnica mutuata dalla chimica per contenere la loro straripante libertà. Vegliano “perché sia tutelata l’essenza dell’uomo” (mai più senza), vegliano “per la ragione” (ma forse non l’hanno ancora trovata), vegliano in silenzio perché – signora mia – “ci sta a cuore la vita di ciascuno, anche la tua”. Poveri noi. Sono pieni d’amore, vigilano “con amore, amicizia vera, con carità” anche su chi li contesta. Non hanno nemici, sono in piazza “per la libertà di tutti” e per “svegliare le coscienze… e vegliare anche per amore all’umanità di chi le contesta” (si, parlano di loro in terza persona). Questo abbraccio appiccicoso, pedante e pedagogico del più doppio moralismo del “lo facciamo per il tuo bene”, fa proprio venire da rispondere con i peggiori turpiloqui. Ma restiamo calmi, e manteniamo la ragione.
A leggere queste parole viene da pensare che se questa è l’idea di libertà che hanno in mente le sentinelle, sarebbe meglio allontanarsene a gambe levate. Delle due l’una: o non hanno ben capito il significato di “libertà”, o sono in malafede. In entrambi i casi, se questo è il concetto di libertà che hanno in mente, che se la difendano da loro la propria di libertà, io la mia libertà la difendo bene anche da solo.

A parte l’ironia, questo autoproclamarsi difensori della libertà d’espressione, fuori dalla politica e dalle sue categorie, è una vera e propria violenza manichea perché implicitamente da dell’intollerante e dell’ideologizzato a chiunque altro. Quindi se io non faccio parte delle Sentinelle in Piedi sono contro la libertà di espressione? Sono manipolato dall’ideologia? Questi casi sono regolati generalmente dal meccanismo della doppia morale. La libertà di espressione va bene, ma fino ad un certo punto. Chi ne stabilisce i confini, beninteso, è sempre lo sbandieratore di principi, pm e giudice. La storia ci insegna che c’è da diffidare nei confronti di questi soggetti. Si può dire che questo modo di fare ricordi un po’ quello fascista, non nei suoi contenuti repressivi e violenti, ma piuttosto nella forma. Come a quel tempo tutti si definivano fascisti, così oggi tutti si definiscono “a favore della libertà di espressione”. E già, non si può manifestare per la libertà d’espressione di tutti e delle proprie manifestazioni (difesi, dalle forze dell’ordine armate fino ai denti) e poi, in nome di questa, comprimere quella di tutti gli altri. Non si può ergersi a baluardo della famiglia tradizionale. Come sempre in questi casi, si tratta di una logica a sottrazione. Le sentinelle in piedi dovrebbero spiegare che differenza passa tra il loro diritto a vivere felici in una famiglia uomo-donna e quello delle coppie omosessuali e lesbiche a godere della stessa felicità, e magari anche ad avere dei bambini. Care sentinelle in piedi, la giustizia e i diritti civili non possono essere selettivi, non potete ergervi a pilastri della libertà di espressione e poi infischiarvene bellamente di chi prova amore verso una persona del suo stesso sesso. Questa si chiama malafede, o doppia morale o, ancora più semplicemente, ottusità.


Sull'autore

Stefano Lorusso

Stefano Lorusso