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Vito Roberto Palazzolo testimonierà contro Francesco Nania

Vito Roberto Palazzolo testimonierà contro Francesco Nania
Novembre 14
19:16 2014

Che Vito Roberto Palazzolo avesse dei contatti con la mafia di Partinico era stato già svelato, infatti in Sudafrica l’ex tesoriere originario di Terrasini aveva dato ospitalità a due latitanti partinicesi.

Adesso che collabora da “non pentito” con i magistrati deporrà al procedimento contro Francesco Nania, un processo che potrebbe concludersi con la confisca dei beni del 45enne, figlio di Antonino e nipote di Filippo indicati entrambi come appartenti alla cosca di Partinico.

Il pm Dario Scaletta, senza depositare i verbali (cosa non prevista tassativamente, in questi procedimenti), ha preannunciato che Palazzolo potrà rendere le prime dichiarazioni proprio nel procedimento a carico di Nania, arrestato nel 2008 negli Stati Uniti, dove si era rifugiato alla vigilia di un blitz antimafia. Accusato di curare gli affari economici della famiglia mafiosa dei Vitale di Partinico, di esserne la mente finanziaria che investiva i proventi delle estorsioni e del pizzo sugli appalti in canali internazionali, ha già scontanto la condanna ed è tornato in libertà.

Vito Roberto Palazzolo deporrà al procedimento contro Nania, perché essendo originario di Terrasini, paese vicino a Partinico, può rendere dichiarazioni “di contesto” e specifiche, dato che, anche nel corso della sua latitanza dorata in Sudafrica, nel 1996 ospitò due mafiosi latitanti, originari proprio di Partinico, Giovanni Bonomo e Giuseppe Gelardi: un’ospitalità scoperta grazie a un’intercettazione telefonica e che costò carissima a Palazzolo. Secondo i giudici l’episodio sarebbe stato sintomatico della sua continuità nell’appoggio a Cosa nostra, datato dal 1992 al 2001.

Vito Roberto Palazzolo si trova recluso in un carcere milanese dove sta scontando una condanna a nove anni. Ha avviato un dialogo con i pm di Palermo quando era ancora in Thailandia, nei ventuno mesi di detenzione a Bangkok. A dicembre dello scorso anno è stato estradato in Italia e dopo 6 mesi ha ottenuto la revoca del 41 bis. Non si definsce un pentito ma un dichiarante, dice di essere vittima della mafia.

Nei prossimi giorni inizierà a parlare davanti ai giudici della sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo, presieduta da Silvana Saguto nel procedimento contro Francesco Nania

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