Telejato

Tolto il coperchio giriamo il cucchiaio nel “Pignatone”

Tolto il coperchio giriamo il cucchiaio nel “Pignatone”
Settembre 17
20:14 2015

 

Walter Virga si è dimesso da due incarichi, quello dei negozi Bagagli e quello dell’impero dei Rappa.
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Di Salvo Vitale

È venuta fuori la notizia di una Land Rover, di uno degli autosaloni sequestrati ai Rappa, ceduta a prezzo di favore al figlio dell’ex presidente delle misure di prevenzione Vincenzi, ma questo si è arrabbiato, ha detto che non è vero, perché lo sconto di 4 mila e rotti euro era lo stesso di quello che gli aveva fatto una concessionaria romana e ha detto che non vuole essere tirato in ballo, quindi tutti muti, non c’è niente. E’ venuta fuori un’altra notizia, ovvero che gli incarichi a Virga non sono due, ma ventotto. Il picciotto è ancora giovane e, continuando così finirà col superare i record di Cappellano Seminara, che, ne possediamo l’elenco, è di 96 (non tutte amministrazioni giudiziarie). Ma a superare Cappellano potrebbe esserci un altro amministratore, specializzato nella distruzione di aziende a lui assegnate, spesso in compagnia di un altro amministratore, Geraci, che ha dilapidato anche lui interi imperi commerciali e che è genero di Calcedonio Di Giovanni, padrone del sequestrato villaggio Kartibubbo: parliamo di Giuseppe Sanfilippo, del quale si conoscono almeno una settantina di incarichi dati dalla procura. Altri individui di cui non ci basterebbe l’intera giornata per valutare i danni, brillano nel firmamento degli amministratori palermitani: abbiamo addirittura scoperto un avvocato quotino, che è stato nominato da Cappellano Seminara suo difensore, ma che è anche un avvocato che dovrebbe far valere le ragioni di un cliente giudicato non mafioso, cui è stato consegnato tutto, cioè niente. Non è un cappellano, ma sta anche lui in chiesa. E tuttavia il deus ex machina che ha tenuto sapientemente le fila di tutta questa complicata matassa è sempre lei, Silvana Saguto, nei confronti della quale oggi spunta la notizia che avrebbe fatto auto riciclaggio: ci chiedevamo cosa c’entra il padre, Vittorio, indagato nello stesso procedimento e adesso è venuto fuori, mettiamoci un “pare” che la Saguto stornava nei conti correnti del padre o intestava a lui proventi sulla cui provenienza lecita o illecita, dopo la perquisizione fatta a casa sua e nel suo ufficio si sta indagando. Ora la domanda è: perché la signora ha cambiato camera e resta sempre in un posto privilegiato della terza sessione penale e perché invece non è stata sospesa in attesa di giudizio: per molto meno le carceri sono piene, ma anche gli stessi politici spesso si trovano nei guai. I magistrati invece non pagano mai. E nemmeno quelli che operano in loro  nome. A proposito, questa notizia rassomiglia a quella di  Cappellano Seminara, che ha intestato a sua madre, 86 anni, la maggioranza delle azioni dell’Hotel Brunaccini e a sua figlia solo una di queste azioni, riservandosi il ruolo di amministratore del suo albergo. Padri e figli in un ricco abbraccio.

Ci ha lasciato anche il PM Scaletta il quale non vuole più sentir parlare di beni sequestrati e vuole andare altrove, ma anche l’altro magistrato Fabio Licata, pupillo della Saguto, da tempo ha inoltrato domanda di trasferimento. A proposito, visto che ha in mano il procedimento per stalking inoltrato da Cappellano Seminara contro Pino Maniaci, lo lascerà o se lo porterà appresso? Quindi aria nuova in un ufficio che sembra circondato da cani famelici che aspettano l’osso. Parliamo degli amministratori. Vogliamo ancora sperare che c’è un giudice a Berlino, anzi, a Palermo.

Sull'autore

Salvo Vitale

Salvo Vitale

Salvo Vitale è stato un compagno di lotte di Peppino Impastato, con il quale ha condiviso un percorso politico e di impegno sociale che ha portato entrambi ad opporsi a Cosa Nostra, nella Cinisi governata da Tano Badalamenti, il boss legato alla Cupola guidata negli anni Settanta da Stefano Bontate.