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Alcamo, condannato a 15 anni Diego Rugeri

Alcamo, condannato a 15 anni Diego Rugeri
Dicembre 04
00:21 2014

Fu arrestato due anni fa nell’ambito dell’operazione antimafia “Crimiso”, assieme a una decina di presunti affiliati alla cosca

Il tribunale di Trapani ha condannato a 15 anni e 4 mesi di reclusione Diego Rugeri, 34 anni, di Castellammare del Golfo, per associazione mafiosa, tentata estorsione e danneggiamenti. Arrestato due anni fa nell’ambito dell’operazione antimafia “Crimiso”, assieme a una decina di presunti affiliati alla cosca di Alcamo, Rugeri è ritenuto dagli inquirenti il braccio destro di Antonino Bonura, considerato l’attuale reggente del mandamento. L’operazione, condotta dalla polizia e coordinata dalla Dda, scongiurò una faida interna tra le “famiglie” di Alcamo e Castellammare del Golfo. Rugeri è stato l’unico ad avere scelto il rito ordinario. Dall’inchiesta, che aveva portato alla scoperta dei vertici delle cosche, era emersa una spaccatura all’interno della ‘famiglia’ di Castellammare: un gruppo di uomini d’onore che faceva riferimento a Diego Rugeri avrebbe preteso il pizzo senza chiedere l’autorizzazione al capomafia Michele Sottile che, per anzianita”, sarebbe stato il capo naturale del clan. Per evitare che scoppiasse una guerra di mafia e dirimere le controversie da altri due uomini d’onore coinvolti nel blitz, Antonino Bonura e Rosario Leo, venne convocata una riunione tra i vertici delle famiglie di Alcamo, Castellammare e Calatafimi. Gli inquirenti avevano anche scoperto un tentativo della famiglia mafiosa di Alcamo di ottenere il monopolio del commercio di calcestruzzo imponendo alle imprese di acquistarlo da ditte vicine ai clan. Il tribunale di Trapani ha inoltre condannato Diego “u nicu” Rugeri al risarcimento dei danni alle parti civili costituite: Buscemi Salvatore, D’Angelo Gaspare, Blunda Giuseppe, Centro Studi e Iniziative Culturali Pio La Torre Onlus di Palermo, Associazione Antiracket e Antiusura di Alcamo e Castellammare del Golfo, F.A.I. (Federazione delle Associazioni Antiracket e Antiusura Italiane), Associazione Antiracket Libero Futuro, Associazione Castello Libero Onlus di Castellammare del Golfo, Associazione Antimafie e Antiracket Paolo Borsellino Onlus, Confindustria Trapani, Associazione Onlus “Comitato Addiopizzo”, Comune di Alcamo e Comune di Castellammare del Golfo. Determinanti sono state le dichiarazioni di alcuni imprenditori che hanno ricevuto la richiesta di pizzo, si tratta dei fratelli Impastato di Montelepre, che in aula hanno puntato il dito contro il loro estorsore Diego “u nicu”.

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Fabio Bono

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