Qualche giorno fa abbiamo sentito una poco felice uscita del giudice Morosini, da poco eletto come membro del Consiglio Superiore della Magistratura e quindi in visita a Palermo, cioè presso la Procura in cui ha lavorato e a cui appartiene, con i suoi colleghi, su invito del presidente Mattarella, che di quel Consiglio ha fatto parte, dopo il terremoto che ha scosso l’ufficio misure di prevenzione.

Compito del Consiglio è quello di individuare se, nell’operato dei cinque magistrati coinvolti, Saguto, Scaletta, Licata, Chiaromonte e Virga, ci sono gli elementi per un trasferimento per incompatibilità ambientale e quindi valutare l’opportunità di un loro trasferimento ad altra sede. Vogliamo precisare che Morosini, che è stato segretario nazionale di Magistratura Democratica,  è un giudice serio, competente, attento, che ha svolto un prezioso lavoro a Palermo: lo abbiamo ospitato nei nostri studi per un’intervista condotta da Salvo Vitale sul suo libro “Il Gotha di Cosa Nostra”.

Adesso, non è chiaro se spinto da particolari personali motivi, riferendosi alle attuali vicende del tribunale di Palermo, ha detto che si sta correndo il rischio di delegittimare la magistratura. E qui vorremmo capire:  a quale magistratura si riferisce, giudice Morosini, a quella  della Saguto o quella del suo collega Di Matteo? Quella che diffonde la notizia di un attentato farlocco, basato su un’intercettazione vecchia di un anno, per rafforzare la sua immagine di giudice nel mirino, a cui, per questo, è stata comprata una macchina da 250 mila euro, o quella di un giudice sulla cui pelle passeggiano a Palermo cento chili di tritolo che non si trovano? Quella di suoi colleghi che spiccano decreti di sequestro  su vaghi indizi o quella degli altri suoi colleghi, come Teresi, Del Bene, e altri che lei ben conosce, costantemente esposti, per la delicatezza del loro ruolo e delle loro indagini? Quella del giudice Carnevale, l’ammazzasentenze, o quella di Falcone, Borsellino, Chinnici, Costa, Terranova, e tanti altri, che hanno perso la vita per  fare il loro dovere? L’uscita, la teoria che la magistratura non si tocca, perché venendo meno il potere giudiziario vengono meno le basi della convivenza civile, è rischiosa e inaccettabile per un paese democratico: le regole della società civile valgono anche per i magistrati ed è nella fiducia per la bontà del loro operato che la società civile si riconosce, non in leggi che, nate in certi momenti, rischiano di dare a chi vuole servirsene, poteri illimitati emettendo provvedimenti privi di quella sanzione che è la base su cui andrebbe emesso il provvedimento.

Questa sorta di tabù che la sinistra si è portato appresso, secondo cui i magistrati non si toccano, non è accettabile. Fra l’altro la considerazione sembra simile a quella che la Saguto ha espresso alla Commissione Antimafia, chiaramente riferendosi alla nostra campagna giornalistica: “…ci troviamo davanti a un attacco al sistema…quando sta producendo più risultati” E quindi chi attacca “il sistema” fa il gioco della mafia. Scherziamo? Non è “il sistema”, ma il sistema “Saguto”. Quindi stia tranquillo, dott. Morosini, nessuno vuole delegittimare la magistratura, ma è nell’interesse nostro, di tutti e soprattutto di lei che la rappresenta, volere una magistratura onesta, corretta e che sia al servizio della comunità.

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Salvo Vitale

Salvo Vitale è stato un compagno di lotte di Peppino Impastato, con il quale ha condiviso un percorso politico e di impegno sociale che ha portato entrambi ad opporsi a Cosa Nostra, nella Cinisi governata da Tano Badalamenti, il boss legato alla Cupola guidata negli anni Settanta da Stefano Bontate.

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  • Ci risiamo! Dopo le assurde ed arroganti dichiarazioni di Rosy Bindi quando il Prefetto Caruso mise il dito sulla piaga di una gestione a dir poco distorta dei beni sequestrati e/o confiscati, anche il Giudice Morosini ricomincia con la stessa solfa. La Magistratura non si può criticare, i Giudici sono intoccabili. Difesa della casta! Nessuno pensa di delegittimare la Magistratura nel suo complesso, ma Giudici poco trasparenti, per non dire altro di molto più pesante, ed Amministratori giudiziari a loro collegati, che si sono arricchiti indebitamente a spese della collettività, non possono essere tollerati in una società veramente civile e democratica. O no?

  • come pure il non fare autocritica x avere lasciato morire chinnici ,terranova etcc .colleghi che non firmavano gli arresti x paura.vergogna

  • Con i giochi correntizi che stanno facendo in questi giorni per le nomine ad importanti uffici giudiziari, che sono sotto gli occhi di tutti e che stanno perpetrando senza che il Vicepresidente prenda posizione...il CSM si delegittima da solo.

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