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Editoriale sulle vicende giudiziarie della Saguto e dei suoi amici

repubblica

Editoriale sulle vicende giudiziarie della Saguto e dei suoi amici
Ottobre 07
15:00 2016

A margine delle notizie pubblicate oggi, relative ai 20 capi d’imputazione fatti alla signora Saguto e agli altri giudici, tra i quali sono spuntati oggi i nuovi nomi di Alparone e Nicastri, non possiamo non porci alcune domande:

1. Come mai queste persone passeggiano oggi tranquillamente, con scorta e stipendio e non è stato preso, a parte la sospensione degli incarichi per qualcuno, alcun provvedimento, del tipo quello della dimora di soggiorno, affibbiato a Pino Maniaci, essendoci il giusto e legittimo sospetto che, in qualche modo possano essere messi in atto tentativi di inquinamento delle prove?

2. Altra riflessione è quella che riguarda l’appendice dell’articolo pubblicato su repubblica, in cui si fa riferimento a boss del calibro di Filippo Nania e di Giuseppe Graviano e ad incarichi di controllo, affidati a funzionari pubblici, con retribuzioni di notevole entità. I nomi li abbiamo già detti e stupisce che tra questi ci sia quello di uno dei maggiori esperti dell’antimafia riguardante i beni sequestrati, Lucio Guarino, che inviteremmo a chiarire cosa c’entra.

3. Terza considerazione è quella che noi, nonostante i tentativi di chiudere questa emittente attraverso controlli e larvate intimidazioni giudiziarie, continuiamo perché sappiamo di essere e di essere stati nel giusto nel momento in cui abbiamo chiesto trasparenza e operatività, cioè competenza nell’amministrazione dell’immenso patrimonio siciliano sequestrato e confiscato a mafiosi o presunti tali. C’è in gioco tutta l’imprenditoria siciliana e il suo futuro, così come il futuro dell’isola e di chi verrà dopo di noi.

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