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I vincoli del Piano Paesaggistico diventino una risorsa

I vincoli del Piano Paesaggistico diventino una risorsa
Aprile 11
21:22 2016

 

La reazione delle associazioni ambientaliste alla riunione del 12 aprile della Commissione Legislativa Attività Produttive dell’Ars sulla questione inceneritore della valle del Mela

Domani a Palermo si terrà una riunione della Commissione Legislativa Attività Produttive dell’Assemblea Regionale Sicilia. Oggetto dell’incontro il contestato progetto di convertire la centrale termoelettrica Edipower di san Filippo del Mela (Me) in un termovalorizzatore alimentato a Combustibile solido secondario (css).

Le associazioni Mediterranea per la natura (MAN), Salviamo il Paesaggio, I Cittadini di Villafranca Tirrena e il comitato Mamme per la vita giudicano “singolare” che si convochi questa riunione “senza tenere in considerazione che il progetto è attualmente ῾fuorilegge’ perché soggetto ad un parere negativo espresso dalla Direzione Generale del Ministero dei Beni Culturali.” Ciò costituirebbe – per i rappresentanti delle quattro associazioni – “una grave violazione, sotto il profilo politico ed amministrativo, della correttezza istituzionale.”

“È certamente inconcepibile, oltre ad essere contrario ad ogni principio di partecipazione ai processi democratici – si legge nella nota inviata al presidente e ai componenti della Commissione, agli assessori regionali alle Attività Produttive, Energia e ai Servizi di Pubblica, Territorio e Ambiente , oltre che agli amministratori locali – che venga convocata una riunione, aperta ad amministrazioni e forze sindacali, senza la partecipazione dei cittadini, organizzati nelle forme associative, che tanto hanno dibattuto e discusso sull’argomento e sul quale hanno prodotto cospicue osservazioni nella procedura di VIA.”

Le quattro associazioni pongono l’accento sulle indicazioni provenienti dal Piano Paesaggistico dell’Ambito 9 e dalla Soprintendenza ai Beni Culturali della Provincia di Messina, recepite dal Ministero dei Beni culturali, che sanciscono, nel territorio interessato alla costruzione dell’inceneritore, la impossibilità di procedere ad ulteriore industrializzazione, evidenziando inoltre la recente notizia che per lo stesso sito è stata avviata una procedura di vincolo archeologico per la presenza già acclarata di numerosi reperti e in previsione della effettuazione di una accurata campagna di scavi.

Scopo della nota, viene chiarito, è “che il Piano Paesaggistico dell’Ambito 9 prevede per la riviera di levante del Capo Milazzo, oltre alla progressiva dismissione degli impianti inquinanti, la elaborazione di un piano globale di riconversione produttiva dell’area che non confligga con la sua naturale vocazione paesaggistica. È pertanto indispensabile cogliere l’occasione per cominciare ad attuare le previsioni di piano, con il supporto dell’Assessorato Regionale dei Beni Culturali, facendo diventare una risorsa i vincoli posti sul territorio, tenendo presente che hanno in ogni caso lo scopo di recuperare idonee e dignitose condizioni di vivibilità che mancano ormai da molto tempo.”

In aggiunta – concludono – “ad una pianificazione di medio termine legata ad un più complesso indirizzo verso le attività connesse alla naturale vocazione del territorio (i beni culturali con particolare riferimento a quelli archeologici oltre che architettonici, i beni ambientali, il mare, il paesaggio), va immediatamente posta attenzione alle proposte di breve termine che non possono ignorare l’attuazione di metodi e tecniche di recupero e riutilizzo di materiali da accompagnare ad una raccolta differenziata da portare a percentuali più elevate, per raggiungere i livelli occupazionali già evidenziati in altre regioni.”

Articolo di

Carmelo Catania
Carmelo Catania

Nato a Milazzo (Me) quarantaquattro anni fa, scrittore, blogger e giornalista (abusivo, non avendo potuto iscriversi all’ordine pur avendo svolto i necessari due anni di praticantato). Collabora con I Siciliani giovani, Casablanca-Le Siciliane, Agoravox e Messina Ora. Ha pubblicato il volume La collina della munnizza (2012) che racconta le vicende criminali di una delle più grandi discariche del Mezzogiorno, quella di Mazzarrà Sant’Andrea nel messinese. Referente per la provincia di Messina dell’Associazione Antimafie Rita Atria. Nel 2012 gli è stato assegnato il Premio per la legalità Adolfo Parmaliana.



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