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Gomorra nostra ricordaci anche quest’anno la nostra Terra dei Fuochi

Gomorra nostra ricordaci anche quest’anno la nostra Terra dei Fuochi
Febbraio 10
11:04 2016

80 tonnellate di rifiuti pericolosi rinvenuti in due capannoni nel nucleo industriale di Avezzano e a Luco dei Marsi.

La scoperta di un maxi traffico di rifiuti, provenienti da varie regioni e il cui approdo finale era la Marsica, conquistò la cronaca regionale nel gennaio 2015. E’ passato poco più di un anno e la cronaca viene nuovamente conquistata da una immensa discarica, 40 ettari, 20 volte il Colosseo, in località Cese San Marcello a Celano. In mezzo il terribile incendio che nell’estate scorsa colpì la discarica abusiva di Colle Sant’Antonio a Chieti.

Gomorra, Terra dei Fuochi sono ormai entrati prepotentemente nella cronaca di questa regione. Lo abbiamo ripetutamente ricordato anche nel 2015, la Terra dei Fuochi è anche qui. L’Abruzzo è stato al centro di traffici e rotte e tantissimi sono gli angoli della Regione dove sono stati stoccati, e anche interrati, immense quantità di rifiuti di ogni tipo. “La regione è stata, inoltre, al centro di indagini su traffici illeciti di rifiuti nei quali sono risultati coinvolti imprenditori senza scrupoli che potrebbero rappresentare un’efficace testa di ponte per i gruppi camorristici” sono parole della Direzione Investigativa Antimafia dei mesi scorsi. E davanti a questo quadro c’è poco da aggiungere o da girare la testa dall’altro lato.

Sono anni che comunicati, dossier, denunce si intervallano da parte di associazioni, anche più conosciute e con maggiore risonanza dell’Associazione Antimafie Rita Atria e di PeaceLink. La stessa discarica di Celano già nel 2009 fu documentata e denunciata da Angelo Venti, direttore di Site.it e responsabile regionale di Libera, in un dossier corredato da foto e video disponibile QUI.

Negli Anni Novanta almeno 15 comuni letteralmente appaltarono a Gaetano Vassallo, allora imprenditore dei rifiuti legato al clan dei Casalesi e successivamente collaboratore di giustizia, lo smaltimento dei rifiuti urbani. L’ex fornace Gagliardi di Tollo, Scurcola Marsicana, Colle Sant’Antonio a Chieti, le 12 pagine relative all’Abruzzo della Commissione Parlamentare Bicamerale d’inchiesta “sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse”, la mega discarica di Celano sono solo alcuni tra i maggiori capitoli di un libro degli orrori mai del tutto completato e portato alla luce. Ma non sono solo capitoli di un passato ormai chiuso. Inchieste degli ultimi anni, la cronaca giudiziaria di questi giorni con vertiginosi numeri che coinvolgono anche il mondo del lavoro, costringono a cancellare qualsiasi lettura rassicurante. Il libro degli orrori non soltanto non è mai stato completamente portato alla luce, ma continua ad essere scritto. Ed è questo che dovrebbe interrogare e impegnare ogni coscienza civile, ogni “schiena dritta”, ogni persona libera e innamorata del territorio in cui viviamo.

La Terra dei Fuochi e la Rifiuti SpA sono il frutto e il braccio armato di un coacervo di interessi che legano a doppio filo organizzazioni criminali, politica, istituzioni infedeli, imprenditoria, massoneria, corruzione. Non animati da alieni ma da persone in carne e ossa, che hanno agito e manovrato nel tessuto sociale e politico nell’ombra ma anche alla luce del sole …

Sull'autore

Alessio Di Florio

Alessio Di Florio

Militante comunista libertario e attivista eco-pacifista, collaboratore di Wordnews.it e referente abruzzese dell’Associazione Antimafie Rita Atria e di PeaceLink, Telematica per la Pace. Collabora con Pressenza, Giustizia.info, QcodeMagazine, Comune-Info e altri siti web. Autore di articoli, dossier e approfondimenti sulle mafie in Abruzzo, a partire da mercato degli stupefacenti, ciclo dei rifiuti e "rotta adriatica" del clan dei Casalesi, ciclo del cemento, post terremoto a L'Aquila, e sui loro violenti tentativi di dominio territoriale da anni con attentati, intimidazioni, incendi, bombe con cui le mafie mandano messaggi e tentano di "marcare" la propria presenza in alcune zone, neofascismo, diritti civili, denunce ambientali tra cui tutela coste, speculazione edilizia, rischio industriale e direttive Seveso.