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Il viceprefetto abusivo, il mafioso costruttore, i germani senza giustizia

Il viceprefetto abusivo, il mafioso costruttore, i germani senza giustizia
novembre 13
15:04 2015

 

Il Dott. Roberto Brambille e l’avv. Vincenzo Brambille sono comproprietari dell’immobile (villa) sito in Palermo, via Lanza di Scalea 2213. La villa, fa parte di un residence e confina con l’immobile una volta proprietà di Gangarossa-Cali.
Antonino Oddo

Antonino Oddo

Nell’ottobre 2010 il Viceprefetto Antonino Oddo (già Commissario Straordinario dei Comuni di Campofelice di Roccella e Montelepre, sciolti per infiltrazione mafiosa, nonché nominato più volte Commissario ad acta dal TAR Sicilia e dal Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Sicilia), conferisce  incarico al geologo dott. Carlo Cibella al fine di verificare l’eventuale presenza nel sottosuolo di cavità di natura antropica i famosi “Qanat” del sottosuolo di Palermo. Il Viceprefetto Oddo già da anni svolge attività di compravendita immobiliare, come risulta dall’ispezione ipotecaria effettuata.

L’8.03.2011 il Comune di Palermo, Settore Urbanistica Edilizia, (responsabile del procedimento arch. Orantelli, oggi imputato insieme al tecnico Salvatore Lupo nel procedimento per lottizzazione abusiva che vede coinvolti dirigenti del Settore Edilizia Privata,) rilascia al sig. Salvatore Gangarossa concessione edilizia per la realizzazione di una villetta residenziale di tipo bifamiliare. La concessione suddetta fa esplicito riferimento alla perizia geologica redatta dal dott. Cibella. Il 29.07.2011, cioè quattro mesi dopo, i sigg.ri Gangarossa-Calì con atto di compravendita trasferiscono al Viceprefetto Oddo la proprietà del predetto terreno, del quale Oddo aveva commissionato la relazione geologica quattro mesi prima, e si impegnano altresì a volturare la citata concessione in favore dello stesso Viceprefetto. In data 26.10.2011 il Viceprefetto Oddo, dopo aver richiesto ed ottenuto il nulla osta dal Genio Civile, inizia i lavori per la realizzazione della villa oggetto di concessione edilizia. Pare subito chiaro che la costruzione e la licenza non rispettano alcune norme, prima fra tutte la distanza tra la costruzione stessa e quella limitrofa di proprietà Gangarossa-Cali ed allora l’avv. Brambille, in qualità di proprietà confinate (avendo il viceprefetto edificato tra due costruzioni), chiede l’intervento della Polizia Municipale, Nucleo Operativo Urbanistico Edilizia, al fine di accertare, in particolare, la regolarità del frazionamento effettuato, a suo parere, in contrasto con quanto prevede lo strumento urbanistico locale, nonché la violazione delle distanze dal confine del solaio di copertura del piano cantinato, in realtà seminterrato. Il 16.01.2012, cioè dopo quasi tre mesi, i tecnici del Comune (Arch. Orantelli, quello che aveva rilasciato la concessione edilizia, e il geom. Lupo) effettuano, all’interno della proprietà Oddo, congiuntamente alla Polizia Municipale, il sopralluogo richiesto, non ravvisando alcuna violazione alla normativa urbanistica ed al regolamento locale e ritenendo l’immobile conforme ai grafici di progetto: pare chiaro che l’architetto non poteva smentire se stesso. Qualche giorno dopo i germani Brambille fanno ricorso al TAR, impugnando la concessione, mentre il 6 giugno 2012 il Viceprefetto Oddo presenta richiesta di variante in corso d’opera, al fine di rendere abitabile un piano destinato a vano tecnico, finendo così per realizzare in ciascuno dei locali (trattandosi di villa bifamiliare) un box auto, un minilocale con annesso servizio igienico, scala di collegamento al pianoterra, una saracinesche ed altro. Il Comune di Palermo, giusto il ricorso dei due fratelli, decide di effettuare, congiuntamente al corpo di Polizia Municipale -Settore Urbanistico Edilizia-, un ulteriore sopralluogo e, riscontrato l’abuso, emette un provvedimento di sospensione dei lavori,constatando la difformità  tra il progetto e lo stato reale dei luoghi, senza però apporre i sigilli al cantiere. Il nome di Oddo, che a questo punto sarebbe un viceprefetto abusivo, viene segnalato alla Procura della Repubblica anche in considerazione del fatto che il Dirigente del Settore Edilizia Privata –dott. Di Peri- nella nota del 30.01.2013 afferma: “verrà avviato in autotutela il procedimento di annullamento della concessione edilizia rilasciata in quanto, in base agli accertamenti effettuati, è scaturito che non ricorrevano i presupposti per il suo rilascio…”;Il Dirigente infatti, arriva a tale determinazione dopo che l’Ufficio (arch. Monteleone), trascorsi diversi mesi (perché?), accertando l’illegittimità del frazionamento (necessario per costituire il lotto oggetto della concessione), ha concluso : “…L’edificio si trova nelle condizioni previste per le varianti essenziali per le quali è prevista la demolizione, nonché per la nullità dell’atto di concessione viziato nei presupposti del suo rilascio… ;

Trascorsi quattro mesi dal provvedimento di sospensione dei lavori senza che l’adozione di alcun provvedimento, il 4.02.2013 Oddo chiede il ritiro del predetto provvedimento, affermando che “egli è intervenuto come terzo nel rapporto giuridico intercorso tra il Comune di Palermo ed i precedenti proprietari Calì e Gangarossa…” , che ha agito in buona fede, confidando nel titolo concessorio rilasciato in illo tempore realizzando l’opera assentita…”e avanza chiaramente la minaccia che, in caso dell’annullamento della concessione edilizia, potrebbe chiedere un rimborso per danni, quantificabili,  in via presuntiva, in un milione di euro oltre gli importi corrisposti a titolo di oneri di urbanizzazione e costi  di costruzione già tutti versati alle casse comunali.

Il Settore Edilizia Privata, a seguito dell’istanza di avocazione richiede parere all’Avvocatura Comunale, in ordine alla legittimità di procedere d’ufficio all’annullamento della concessione edilizia e l’Avvocatura Comunale, dopo aver ritenuto illegittima la concessione edilizia rilasciata, e dopo aver affermato che l’Ufficio deve sempre procedere all’annullamento in autotutela in caso di erronea rappresentazione dello stato i luoghi, decide che, “sebbene la concessione sia stata rilasciata sulla base di una falsa rappresentazione dei luoghi, considerato che il provvedimento di annullamento andrebbe ad incidere sulla posizione di un soggetto che potrebbe (il condizionale è obbligatorio) essere considerato terzo è certamente opportuno che l’eventuale provvedimento di annullamento sia motivato anche alla stregua dell’individuazione di un interesse pubblico, diverso dal mero ripristino della legalità, ritenuto prevalente rispetto al sacrificio imposto al privato”. Che vuol dire? Che il viceprefetto non c’entra niente e che, non essendo stato sequestrato a suo tempo il cantiere, tutto è a posto, il provvedimento di sospensione lavori sopra menzionato ha perso efficacia ed il viceprefetto può riprendere e concludere i suoi lavori. Tanto per non farla sporca, viene comminata una sanzione disciplinare ai tecnici che hanno effettuato il sopralluogo del 16.01.2012, nonché a coloro che hanno istruito la pratica ai fini del rilascio della concessione edilizia (arch. Orantelli, il solito, responsabile del procedimento, geometra Lupo Salvatore e arch. Lazzara) in quanto, come si legge nel verbale di audizione -contestazione di addebiti-, i responsabili dell’istruttoria e il tecnico che ha effettuato il sopralluogo del 16/01/2012, avevano probabilmente elementi sufficienti per rilevare le difformità tra i grafici progettuali e lo stato dei luoghi” Domanda d’obbligo: se avevano elementi sufficienti, perché non ne hanno tenuto conto?

A questo punto, nel settembre 2013 i Brambille presentano un  esposto/querela presso la Procura della Repubblica di Palermo, nei confronti dei tecnici comunali (arch. Orantelli e geom. Lupo) per abuso d’ufficio e falsità ideologica in atti pubblici, per non aver ravvisato le violazioni edilizie successivamente riscontrate dai tecnici dello stesso Ufficio e quattro mesi dopo, (14.1.2014) la stessa Procura della Repubblica, pur ravvisando la falsa rappresentazione dei luoghi nei grafici di progetto, tale da rendere la concessione edilizia illegittima, chiede nei confronti del Viceprefetto Oddo stesso e di Alessandro Baglione, quale titolare della “Edil Impianti”, l’archiviazione sulla scorta della seguente motivazione: “…può ritenersi che questi non abbia concorso in alcun modo alla realizzazione del reato in contestazione, dovendosi considerare la condotta delittuosa perfezionata al momento del deposito del progetto al Comune e quindi in una fase antecedente all’acquisto dell’immobile da parte dell’indagato; Quanto invece, all’illecito edilizio, occorre chiedersi se Oddo con l’ultimazione dei lavori abbia commesso il reato di cui all’art. 44 DPR 380/2001…Il problema, nel caso in esame è principalmente quello di accertare la sussistenza dell’elemento soggettivo ed in particolare se sia configurabile un’ipotesi di errore di diritto scusabile…Alla stregua dei su esposti principi, deve ritenersi insussistente nel caso in esame l’elemento soggettivo, ricorrendo un errore scusabile ingenerato da un complessivo comportamento positivo della amministrazione comunale, da cui è derivato un legittimo affidamento di Oddo circa la liceità della propria condotta. In particolare suddetto comportamento della PA è consistito nell’aver dapprima sospeso i lavori e successivamente nel non aver adottato alcun provvedimento alla scadenza della predetta sospensione dei lavori… “ . In pratica non è successo niente e il gip dispone l’archiviazione del procedimento;

Così pure anche i dipendenti del Settore Edilizia Privata, denunciati per abuso d’ufficio e falso in atto pubblico e sanzionati dallo stesso Ufficio, per la Procura della Repubblica non avrebbero commesso alcun reato, in quanto come si legge nel provvedimento: “in effetti un falso fu compiuto da parte del professionista che su incarico dei signori GANGAROSSA e Calì – ebbe a redigere il progetto in base al quale fu realizzato l’immobile che si trova nel fondo adiacente a quello a quello degli odierni esponenti e che poi fu acquistato da tale Oddo Antonino. Il sig. Oddo … ebbe ad acquistare l’immobile in epoca successiva al rilascio della concessione (che era avvenuta in favore dei coniugi GANGAROSSA e CALI’ sulla base di una falsa rappresentazione dello stato dei luoghi in relazione alla quale si procede separatamente nei confronti del progettista) senza che nei suoi confronti potesse adombrarsi alcun profilo di responsabilità”.

Stante la strana motivazione della richiesta di archiviazione, che ci si chiede cosa abbia a che fare con i reati contestati, i Brambille hanno proposto opposizione.

Intanto il TAR nonostante le violazioni accertate e la dichiarazione del Dirigente del Settore Edilizia Privata di voler procedere all’annullamento della Concessione (“non sussistevano i presupposti per il suo rilascio) ha rigettato il ricorso presentato ritenendo tra l’altro i germani carenti di interesse.

Ma non è finita: nel giugno 2014, nell’ambito dell’operazione di polizia denominata “Apocalisse”, è arrestato il sig. Domenico Baglione che, al tempo dell’esecuzione dei lavori per la realizzazione della villa di proprietà del Viceprefetto Oddo, ha rivestito la qualifica di capocantiere; il sig. Baglione Domenico è altresì il padre del titolare dell’impresa (Baglione Alessandro) che ha realizzato la villa bifamiliare di proprietà Oddo.

L’operazione “Apocalisse”, trae origine dall’intercettazione tra il sig. Baglione Domenico, detto Mimmo e sua figlia; Mimmo Baglione, “il cassiere della mafia”, controllava i cantieri edili nella zona del mandamento di Partanna Mondello. Considerato che il Viceprefetto Oddo, da anni compra e vende immobili, che la perizia geologica venne commissionata da Oddo prima del rilascio della concessione, per cui egli non poteva non sapere; che il viceprefetto ha realizzato, seppur non autorizzate alcune varianti in corso d’opera, che, malgrado la richiesta dei due fratelli all’Ufficio Settore Edilizia privata di effettuare un sopralluogo al fine di verificare il compimento delle predette varianti” nulla è stato fatto, e, infine, che con una semplice multa del 18.12.2014 il Comune di Palermo – Area Tecnica della Riqualificazione Urbana e delle Infrastrutture- ha sanzionato il Viceprefetto Oddo disponendo la demolizione per aver realizzato, in appoggio al muro di confine una paratia in legno abusiva, ce n’è abbastanza per avere un’idea di come agiscano i vari corpi dello stato, dal viceprefetto, che compie speculazioni edilizie, ma nessuno ne è a conoscenza, ai tecnici comunali, che rilasciano concessioni edilizie illegittime e non compiono i dovuti e richiesti accertamenti, ad altri che non sequestrano il cantiere e dichiarano di voler procedere all’annullamento della concessione e alla conseguente demolizione, mai messa in atto, ai magistrati che archiviano casi di lampanti situazioni d’illegalità, ai mafiosi che costruiscono un ecomostro per un alto dirigente della polizia di stato. L’ecomostro rimane lì “immobile” deturpando il territorio, ma nessuno fa niente.

In breve, “namanu lava l’autra e tutti dui lavanu a facci”.

La replica dell’avv. Giuseppe Sireci e del Dott. Antonino Oddo QUI.


Sull'autore

Salvo Vitale

Salvo Vitale

Salvo Vitale è stato un compagno di lotte di Peppino Impastato, con il quale ha condiviso un percorso politico e di impegno sociale che ha portato entrambi ad opporsi a Cosa Nostra, nella Cinisi governata da Tano Badalamenti, il boss legato alla Cupola guidata negli anni Settanta da Stefano Bontate.