Telejato

Il porto di Balestrate

Il porto di Balestrate
marzo 19
14:46 2016

In Sicilia, quando ci sono piccioli di mezzo, può succedere tutto e il contrario di tutto. Con un solo risultato: che i cittadini pagano le conseguenze. A Balestrate, poi, le prese per i fondelli non finiscono mai e i cittadini subiscono di continuo, come fessi.

Pensate un po’: il porto di Balestrate da dieci anni è pronto all’uso ma inutilizzato perché c’era uno scontro tra le società che volevano gestirlo. La solita sciarria per la cutra. Dieci anni di liti e il porto è ancora chiuso. Sapete come è finita? Che la società che ora dovrà gestirlo, la Marina di Balestrate, è misteriosamente diventata amica di Nautica Balestratese, società che invece per dieci anni è stata sua nemica nel bando per la gestione. Sapete dove Marina di Balestrate farà i test finali per l’assunzione del personale? Facile: nei locali di Nautica Balestratese, società legata politicamente al sindaco Totò Milazzo, uno dei protagonisti di questa incredibile storia siciliana.

Ricapitoliamo quello che è successo. Nel 2004 viene pubblicato il bando per gestire il porto. Allora in maggioranza al Comune c’era sempre Totò Milazzo i suoi. Questa maggioranza decide che il Comune deve partecipare alla gara per gestire il porto assieme a Ustica lines, società trapanese dell’imprenditore Morace. Ma questa società si dice che non ha i requisiti richiesti dal bando: per ottenerli deve unirsi a un’altra società che invece li ha. Ma che fortuna! Sapete chi ha questi requisiti? La Nautica Balestratese, società legata politicamente e a livello di parentele alla maggioranza di Milazzo! Ma è solo un caso che ci siano sempre gli amici degli amici dentro. Nel 2004 così il Comune, gli amici di Milazzo e Ustica lines partecipano al bando.

Chi sono gli avversari? È una società che fa capo a Italia navigando, società che è più accreditata a vincere e infatti alla fine vincerà. Solo che in dieci anni di ricorsi e scontri, succede un imprevisto: cambia il socio principale di questo gruppo che viene guidato dall’imprenditore romano Marconi.

Questa società di romani alla fine vince ma Marconi si vede poco a Balestrate. Apparentemente il leader di questa cordata è una donna, Anna Torres, nota a Palermo per un negozio di abbigliamento. Da una visura è risultato che Torres ha residenza a Panama. È lei che sta gestendo sul posto la vicenda porto. Sulla pagina Facebook della società scrive di tutto, come se fosse un profilo personale. Non è più manco nel cda ma detta legge.

Il porto non è ancora aperto e Marina di Balestrate lancia un’iniziativa: si assume personale per il porto. Ma attenzione, non è che si assume proprio. Si crea una lista della speranza da ci attingere al bisogno, una long listi. In pratica si danno in pasto alla politica centinaia di giovani speranzosi di un lavoro. In paese succede di tutto, alcuni consiglieri comunali diventano ufficio di collocamento. Peccato che per essere assunti servono requisiti ben precisi. Così tantissimi vengono esclusi.

Poi la società ha un’altra trovata: vuole fare dei lavori al porto per 800 mila euro ma invece di investire che fa? Da la possibilità di fare i lavori ottenendo in cambio una porzione di porto. Anni di lotte, manco il tempo di cominciare, e il porto è già in parte in vendita. A chi? Lo scopriremo presto. Di fatto oggi Marina di Balestrate ha un capitale di poco meno di 30 mila euro: non certo di buon auspicio per investimenti e sviluppo…

Un primo indizio arriva dalla selezione del personale: sapete dove si terrà? Ma certo! Nella sede di Nautica balestratese, società del gruppo di Ustica lines, che per anni era stata avversaria, che fino a pochi mesi fa si era battuta per la gestione. Nautica Balestratese è la società che a un certo punto dello scontro per la gestione del porto di Balestrate, viene incendiata con danni ingenti. Le cronache dei giornali parlano di una guerra di mafia in corso tra le famiglie del palermitano e quelle del trapanese, con Balestrate al centro della contesa. Una società che ha perso la gara ma che si ritrova ancora al comando.

Ma come, ci avete tenuti dieci anni in balia delle vostre lotte, e ora siete tutti amici? Avete rovinato lo sviluppo di Balestrate e ora siete in affari?

Ma ci c’è dentro a questa società? Ci sono Gaetano Vitale col 40 per cento delle quote, Enzo D’Aleo, Lorenzo Tocco e Daniele Palazzolo: semplice, gli amici di Milazzo, figli, padri di consiglieri comunali del passato vicini a Milazzo. Un gruppo politico che sin dall’inizio, forte dell’amicizia con Francesco Cascio oggi a Ncd, ha sempre avuto come obiettivo quello di accaparrarsi la gestione del porto.

A questo punto, consentiteci, visto il casino che è successo, il bene del paese forse per loro arriva in secondo piano, se hanno fatto tutta questa guerra sarà evidentemente per i soliti interessi personale. Il giorno della consegna del porto, accanto a Milazzo camminava il sindaco ombra di Balestrate immortalato dalle foto: Paolo Cataldo, cui sono riconducibili i lidi di Balestrate, imprenditore che molti indicano come uno degli interessati al business portuale. Lui però nelle carte non figura, no, così come non figura più nel cda neanche Anna Torres, la panamense palermitana amica di Massimo Ciancimino, il primo a mettere mi piace sulla pagina Facebook della società Marina di Balestrate. Solo una curiosità, chiaro, per sorridere di una vicenda per la quale ci sarebbe solo da piangere.

Sull'autore

Pino Maniaci

Pino Maniaci

Volto e voce di Telejato, dal 1999 è impegnato quotidianamente nella lotta alla mafia e contro ogni forma di illegalità.

  • Adriana Stazio Jone

    Vorrei capire cosa c’entra l’amicizia di Anna Torres con Massimo Ciancimino, come se essere amici di Massimo Ciancimino fosse un titolo di demerito o qualcosa di cui doversi vergognare o peggio. Ma stiamo scherzando??? Che chi si professa contro la mafia utilizzi un fatto del genere per attaccare il porto di Balestrate è allucinante. Essere amici di Massimo Ciancimino può essere solo motivo di vanto, l’unico che ha dato un calcio all’ipocrisia della Palermo bene, in tanti gli hanno tolto il saluto perché ha raccontato ai magistrati fatti e misfatti di tutti, a partire da suo padre ma non solo di suo padre. Una persona che per le sue scelte si è guadagnato la condanna a morte da parte di Riina, Bagarella e Messina Denaro. Che nonostante tutti gli attacchi e le minacce continua ad andare in udienza a rendere dichiarazioni contro Riina, Messina Denaro, coinvolgendo anche la Palermo bene, Niceta e tutti gli altri. Ecco, invece di attaccare Massimo Ciancimino insinuando chissà quali suoi interessi nel porto, interessi inesistenti, dato che comunque non stiamo parlando di qualcuno di quelli che Messina Denaro definisce suoi amici nei suoi pizzini a Lo Piccolo, o di qualche prestanome di Provenzano o Messina Denaro, invece di attaccare lui, state più attenti ai personaggi che difendete: che la Saguto fosse una criminale non significa che certi personaggi diventati vostri eroi, a partire da Ienna (!!!), siano persone da difendere. Attenzione alla nuova anti-anti-mafia emergente!

    • Stefania

      Sì vede con chiarezza che si tratta di commento basato da quanto appreso dai giornali….ormai i processi si fanno sui giornali!!! Ci sono delle inesattezze nelle tue affermazioni che preferisco astenermi da ulteriori commenti…