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La mappa mafiosa di Siracusa e provincia: clan e affiliati

La mappa mafiosa di Siracusa e provincia: clan e affiliati
marzo 10
18:45 2016

La mafia a Siracusa è soprattutto racket. Nonostante il massimo impegno degli inquirenti e dell’Associazione Antiracket provinciale, i profitti delle estorsioni permangono ad altissimi livelli.

È quanto emerge dalla Relazione annuale della Direzione Nazionale Antimafia che cita un “documentato studio della Fondazione Chinnici, segnalato dal Procuratore di Messina, il racket costa alla Sicilia 1,3 punti percentuali del PIL e le tangenti richieste nella provincia di Messina, superando la soglia media dei 400 euro corrisposta dai commercianti al dettaglio di Catania, Siracusa e Palermo, sono le più elevate della regione”.

Per quanto riguarda la situazione criminale nella provincia aretusea, la Direzione Nazionale Antimafia è chiara: “è immutato l’assetto della criminalità organizzata nel territorio di Siracusa e provincia.

Fortemente presente nei territori di Augusta e Lentini è il clan Nardo, tradizionalmente legato alla “famiglia” Santapaola di Catania, mentre nei territori di Solarino e Floridia esercita la propria influenza il clan Aparo, legato a quello Nardo.

Nel territorio di Cassibile continua ad operare il clan Linguanti espressione, peraltro, del cartello criminale Aparo-Nardo-Trigila, mentre nella zona di Noto, Avola e Pachino esercita la propria egemonia il clan Trigila, e ciò malgrado i capi storici siano detenuti.

A Siracusa le zone di influenza mafiosa rimangono sostanzialmente due: nella parte nord è attivo il clan di S. Panagia riconducibile al cartello Aparo – Nardo – Trigila, mentre nell’isola di Ortigia esercita la propria influenza il clan Bottaro – Attanasio, con le sue articolazioni e cioè il gruppo della Borgata ed il gruppo di Via Italia.

Nunzio Salafia

Nunzio Salafia

I rapporti tra il clan di S. Panagia e quello Bottaro -Attanasio sono, tuttavia, distesi e sempre più si accredita l’ipotesi di una unificazione dei due sodalizi in linea, del resto, con l’ambizioso progetto perseguito da Nunzio Salafia, “reggente” del clan Aparo sino al momento del suo arresto avvenuto nel febbraio 2013.

Il clan Nardo, storicamente legato alla “famiglia” Santapaola, mantiene la sua rilevante presenza nei territori di Augusta e Lentini, mentre nei territori di Solarino e Floridia esercita la propria influenza il clan Aparo, legato a quello Nardo.

Il clan Linguanti, espressione del cartello criminale Aparo-Nardo-Trigila, continua ad operare nel territorio di Cassibile, mentre nella zona di Noto, Avola e Pachino continua ad esercitare la propria egemonia il clan Trigila. Con riferimento alla città di Siracusa, le indagini svolte confermano un progressivo avvicinamento tra i due clan, storicamente antagonisti, denominati Bottaro-Attanasio e S. Panagia.

Del resto, una conferma di tale avvicinamento sono la condanna di Salafia Nunzio (proc. 8754/10 R.G.N.R.) per il reato di estorsione “con l’aggravante di avere agito al fine di agevolare l’attività dei sodalizi mafiosi denominati S. Panagia e Bottaro-Attanasio nell’ambito di un progetto di alleanza tra gli stessi” e l’arresto in flagranza per estorsione di Bianchini Maurizio (storico affiliato al clan Bottaro–Attanasio) e di Pincio Davide (esponente di rilievo del clan di S. Panagia), avvenuto il 10/2/2015 (proc. 2478/15 RGNR).

Per quanto riguarda l’attività di contrasto ai patrimoni mafiosi, nel periodo in esame, sono stati sequestrati i beni di Brunno Sebastiano (clan Nardo) e confiscati i beni di Alberghina Marcello, Nocita Graziano, Carcione Maurizio, Marazia Antonio (tutti legati al clan Nardo) e di Salafia Nunzio.

Sebastiano Brunno

Sebastiano Brunno

Non può ovviamente sottacersi la cattura del latitante Sebastiano Brunno, inteso “Neddu ‘a crapa” esponente del clan Nardo di Lentini, già condannato all’ergastolo, avvenuta nell’ottobre del 2014 dopo una lunga latitanza di oltre cinque anni, cui ha fatto seguito recentemente quella di Montagno Bozzone Nunzio Giuseppe, affiliato al medesimo clan Nardo.

Nell’ultimo periodo hanno iniziato la loro collaborazione con la giustizia: 
i coniugi Schepis Graziano e Buccheri Concetta (aprile-maggio 2015), affiliati al clan siracusano di S. Panagia; Ruggeri Alfio (luglio 2014), storico affiliato al clan Nardo, autoaccusatosi di alcuni omicidi, commessi nell’ambito della c.d. faida di Francofonte;
 Lopes Osvaldo (agosto 2014), spacciatore di stupefacenti operante a Siracusa e Floridia e legato al clan Cappello di Catania, autoaccusatosi di due omicidi, commessi in Floridia tra il 2013 ed il 2014.

Non va dimenticata la collaborazione prima iniziata e poi interrotta di Piero Monaco, oggi nelle patrie galere.

Tratto da www.laspia.it

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