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“Mafia Capitale”: il primo instant book sull’inchiesta

“Mafia Capitale”: il primo instant book sull’inchiesta
gennaio 13
12:12 2015

“L’operazione Mafia Capitale ci ha dimostrato come a Roma le mafie esistano, anche se qualcuno ha cercato di sminuire il fenomeno e la pericolosità”.

Parola di Giancarlo Caselli, ex Procuratore di Torino, in occasione della presentazione di “Mafia Capitale”, primo instant book curato da Giamperio Calapà, giornalista del Fatto Quotidiano, con la prefazione dello stesso Caselli, sull’inchiesta romana, guidata dal Procuratore di Roma Giuseppe Pignatone, che ha portato all’arresto di uomini legati alla politica e all’imprenditoria, primo fra tutti l’ex Nar Massimo Carminati.

L’iniziativa si è svolta ieri in un luogo simbolo, il Bar Italia Libera, in via Veglia, nella zona sud ovest di Torino. All’incontro erano presenti oltre al’autore del libro e al procuratore Caselli anche l’Onorevole Davide Mattiello membro della Commissione antimafia.

“Il posto dove ci troviamo oggi è un bene confiscato all’ex boss della ‘ndrangheta, Giuseppe Catalano, all’interno dell’operazione Minotauro”, ha spiegato Caselli “Questo ci dimostra come le mafie siano ormai anche in luoghi non tradizionali. Al nord è caduto già da tempo il muro che nascondeva questi fatti”. Al nord come a Roma, appunto, dove pare che finalmente la realtà stia venendo a galla.

“Nella Capitale è stata scoperchiata una rete ben ramificata nel tessuto economico, sociale e politico della città, che ricorreva alle intimidazioni e alla corruzione, tutti elementi compresi nel 416-bis, il reato di mafia appunto”, ha aggiunto l’ex procuratore.  “L’inchiesta romana – ha ribadito – ci dice che non si può più far finta di non vedere ciò che accade, non si può ridurre la mafia a un fatto di cronaca. La politica ha un ruolo importante, deve riformarsi. I partiti devono essere impenetrabili alle dinamiche criminali” .

Caselli ha poi concluso il suo intervento rispondendo a una domanda sulle presunte infiltrazioni della ‘ndrangheta nella Tav alla luce degli arresti dello scorso luglio di uomini legati ai boss calabresi nell’Operazione San Michele, “Sono voci infondate, anche perché i lavori non sono ancora iniziati. Ma lo Stato non sta fermo a guardare, monitora la situazione e interviene per contrastare l’illegalità”. Riferendosi poi ai No-tav ha sottolineato “Si può essere contrari alla realizzazione dell’opera, ma non usando la violenza” .

di Gianluca Palma –http://futura.unito.it/blog/mafia-capitale-instant-book-sullinchiesta

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