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Siamo in un Vasto… regno?

Siamo in un Vasto… regno?
marzo 20
13:54 2020

Come scrisse il grande Flaiano, c’è sempre qualcuno che continua a spostare quella maledetta soglia.

Depressioni, ansie, attacchi di panico, capelli strappati e pianti improvvisi. Agli angoli delle strade, nei bar, nelle piazze, nei luoghi di lavoro (per chi ce l’ha), è una notizia che ha funestato e angosciato queste prime settimane del 2020: Harry e Meghan hanno deciso di abbandonare la Real Casa inglese. Settimane di salotti televisivi, fiumi di inchiostro, analisi di dotti esperti delle faccende reali impazzano. Ma possiamo mai noi italiani esser da meno e lasciarci scippare tutta l’attenzione dagli inglesi? Assolutamente no!

E allora ecco che nei giorni scorsi ci sono state due scoperte sensazionali: nel 2020 (ma forse dovremmo scrivere 1920?) esiste ancora una linea di successione di Casa Savoia e udite, udite, addirittura il Senato del Regno. Emanuele Filiberto, l’ex inviato e ballerino televisivo, ha annunciato che verrà cambiata la legge per la successione al trono, così da consentire la designazione della sua primogenita, Vittoria. Apriti cielo, è intervenuto il Senato del Regno in difesa della legge salica.

Come scrisse il grande Flaiano, c’è sempre qualcuno che continua a spostare quella maledetta soglia. L’ultima novità reale arriva da Vasto: l’ultimo principe dei D’Avalos, i marchesi che dominarono su questo territorio fino al 1862, quando si estinsero, è stato sfrattato a Napoli dalla famiglia Ferlaino. Scandalo a corte, anche la storica sirenetta è scoppiata in lacrime.

Ma immediato è pronto a salvare tutto il podestà del Regno: il sindaco della Città. Francesco Menna ha dichiarato «sarei contento di averlo qui, ospite magari in comodato d’uso gratuito di qualche struttura privata». Il sindaco di Vasto è espressione PD, sostenuto da una maggioranza composta da Articolo1MdpLeu e Italia Viva. La Lega Nord a Vasto (che ha proposto di intitolare una strada a Bettino Craxi) è tra i principali gruppi di opposizione. Il primo (finora l’unico) a sostenere la proposta di Menna è un consigliere leghista: «sarebbe doveroso per i vastesi dare aiuto in un momento di difficoltà a un D’Avalos».

La sanità e le strade sono al collasso? Manca l’acqua un giorno si, l’altro pure e il terzo speriamo nell’acqua santa? C’è una discarica sequestrata dalla magistratura in cui i rifiuti hanno istinti suicidi, mettendosi fuoco da soli? Continua la crisi industriale e del lavoro? I dati sulla ludopatia e sul consumo di droga sono impressionanti? Abbiamo un residence abbandonato che mette a rischio la sicurezza, dove sono stati commessi anche gravi reati? Ogni estate, per mancanza di coperture economiche, le famiglie sono costrette da sole ad accompagnare disabili gravi a svolgere le quotidiane terapie? Da Punta Penna a Valle Cena i residenti lamentano ormai da tempo puzze e malesseri insopportabili?

La soluzione devono cercarla i privati. Il sindaco del Regno ha altro a cui pensare! È stato sfrattato l’ultimo rampollo dell’amato marchesato? E allora saremmo ben felici di riabbracciarlo. L’anno che si è appena concluso è stato segnato da fortissimi scontri istituzionali, soprattutto sulla mancata realizzazione del concerto di Jovanotti. Al diniego espresso in Prefettura, dopo vari pareri negativi (persino dei carabinieri), il sindaco Menna ha gridato al complotto, a forze oscure che hanno remato contro la città. E lo scontro si è riacceso persino sulla questione della celebrazione dei matrimoni civili. Ma tutto ciò non conta. Bisogna accogliere il principe. E anche gratuitamente!

Fonte: wordnews.it

Sull'autore

Alessio Di Florio

Alessio Di Florio

Militante comunista libertario e attivista eco-pacifista, collaboratore di Wordnews.it e referente abruzzese dell’Associazione Antimafie Rita Atria e di PeaceLink, Telematica per la Pace. Collabora con Pressenza, Giustizia.info, QcodeMagazine, Comune-Info e altri siti web. Autore di articoli, dossier e approfondimenti sulle mafie in Abruzzo, a partire da mercato degli stupefacenti, ciclo dei rifiuti e "rotta adriatica" del clan dei Casalesi, ciclo del cemento, post terremoto a L'Aquila, e sui loro violenti tentativi di dominio territoriale da anni con attentati, intimidazioni, incendi, bombe con cui le mafie mandano messaggi e tentano di "marcare" la propria presenza in alcune zone, neofascismo, diritti civili, denunce ambientali tra cui tutela coste, speculazione edilizia, rischio industriale e direttive Seveso.