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Riccardo Nuti, portavoce Camera dei deputati: “Fondo Antiracket, un comitato senza trasparenza”

Riccardo Nuti, portavoce Camera dei deputati: “Fondo Antiracket, un comitato senza trasparenza”
agosto 04
15:11 2017

Vi proponiamo l’articolo di Riccardo Nuti, portavoce alla Camera dei deputati e membro della I Commissione affari costituzionali e della Commissione antimafia

Ottenere qualche informazione sul Comitato antiracket e antiusura che gestisce il relativo fondo, soldi pubblici, per le vittime di questi odiosi reati è diventato quasi impossibile.

Oggi ho chiesto, fra le altre cose e tramite interrogazione parlamentare rivolta al ministero dell’interno, di sapere i nominativi dei componenti il Comitato che, nei soli primi 5 mesi del 2016, ha erogato 9,6 milioni di euro. La risposta del Governo (potete leggerla QUI) è stata negativa, per riservatezza. Una riservatezza che forse è diventata eccessiva al punto da non poter sapere quasi nulla della gestione di questo fondo e del relativo Comitato.

Due anni fa avevo chiesto i nominativi dei beneficiari al presidente del Comitato e mi erano stati negati. Poco dopo ho presentato ricorso alla “Commissione di accesso atti” che è all’interno della Presidenza del Consiglio dei Ministri e mi è stato negato l’accesso, nella risposta mi fu scritto che, in quanto parlamentare, ho a disposizione il sindacato ispettivo (ovvero le interrogazioni parlamentari) per avere queste informazioni. Oggi, nonostante l’interrogazione parlamentare, mi viene negato l’accesso ai nominativi richiesti. Il Governo dice che la rotazione dei componenti del Comitato, prevista per legge, è stata rispettata ma per me è impossibile verificare ciò. Possiamo quindi affermare che non si conoscono i beneficiari del fondo, non si conoscono i componenti che gestiscono il fondo e non si hanno i verbali dei lavori del Comitato.

Infine, ma altrettanto importante, è l’aspetto dei conflitti di interessi: il Comitato antiracket e antiusura negli ultimi mesi è stato oggetto di vari articoli di stampa relativamente a possibili conflitti di interessi fra le associazioni antiracket (parte attiva del comitato) e i loro associati/clienti (coloro che richiedono l’accesso al fondo) anche su questo il Governo non ha espresso la volontà di interventi per evitare tali fenomeni.

Chiederò l’audizione, in commissione antimafia, del Ministro dell’Interno sperando che la Bindi e i partiti, questa volta, non la neghino, come avvenuto in precedenza per altri casi (basta pensare allo scandalo CNR).

Riccardo Nuti