Telejato

PIF a proposito del caso Pino Maniaci

maggio 09
10:57 2016

Cosa pensa PIF delle intercettazioni di Pino Maniaci e della crisi dell’antimafia.

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Redazione

Redazione

  • Giustificami questo…
    “…secondo te tutto questo rispetto da dove viene?…Tu non l’hai capito! Questa è stata una minaccia mia. Capisci? Proprio una minaccia!…
    Qui a 2′:15” http://video.repubblica.it/edizione/palermo/telejato-intercettazioni-maniaci–fai-tremare-tutti-con-questa-televisione/238175/238007?ref=HRER1-1

    • Piaciullo

      Il rispetto, tanto citato dai mafiosi, quando devono vantarsi.

  • Fulvia

    Sottoscrivo interamente quanto afferma Pif.
    Aggungo che sarebbe bello che, intanto che ristabilisce la propria credibilità, Maniaci si facesse da parte e lasciasse la cura di Telejato al gruppo di professionisti che lo sostiene, e sarebbe ancora più bello se questi cogliessero l’occasione per affrancarsi dai toni e modi del loro mentore, e cercassero di fare l’inchiesta vera, con fatti e non il solito fritto misto di opinioni-allusioni-ammiccamenti propinati in ‘dialettese’, come al bar.
    Sintesi, concretezza, schiena dritta e niente piagnistei, per andare avanti. Questo non vuol dire non dare copertura mediatica alle vicende di Maniaci, ma solo non far sì che telejato ruoti esclusivamente intorno a queste, e dall’esito di queste faccia dipendere il suo futuro.
    Infine, un bel bagno di umiltà da parte di Maniaci sarebbe auspicabile. Tutti, nelle intercettazioni, abbiamo riconosciuto i toni ‘sbracati’ -la definizione è sua- che gli appartengono: però questo non è più il momento per difenderli, non suonano più né divertenti né originali. Verissimo che nel privato uno può dire ciò che vuole, ma intanto è successo che il privato è diventato pubblico. Accusare il complotto senza mai scusarsi per aver irriso quello che per quasi vent’anni è stato il suo mondo (l’antimafia dei premi del c…) e che deve restare il suo mondo, è da stupidi, è follia, e lo condanna alla solitudine.

    • Piaciullo

      Se si pentisse dell’umiliazione che subisce la moglie anche adesso, sarebbe tutto più bello. Nessuno parla della povera moglie, cornificata e fatta fessa, tutti a giustificare le corna perchè è una società infame dove il tradimento in famiglia è normale. E io devo fidarmi di uno che ha tradito la propria moglie?! Cosa mi fa pensare che non potrebbe tradire anche i valori per cui dice di lottare? Ho sempre notato che quando uno tradisce la propria moglie è pronto a tutto e mette l’onore in secondo piano. O volete dirmi che nel contesto siciliano la donna, essendo antropologicamente e socialmente inferiore, deve stare muta e tenersi le corna per il bene del focolare domestico e se invece ha un minimo pensiero lei di tradimento diventa una “pulla”, “bottana” e via discorrendo? L’uomo sì, la donna no!

      • Fulvia

        Ho risposto sopra, e, mi creda: ho cercato di mantenermi molto calma. Si concentri sulle cose davvero importanti della questione: tutto il resto -il discorso sulle donne- le fa molto onore, ma c’entra come i cavoli a merenda.

        • Piaciullo

          La calma è la virtù dei forti e non trovo motivazioni per inalberarsi, specialmente davanti ad un computer, anche perchè mi sembrerebbe una cosa insensata. Non scrivo per fare arrabbiare, ma per ragionare su certe situazioni che secondo me sono profondamente ingiuste. Come non sopporto un Casini, che mi parla di famiglia fatta da uomo e donna attraverso il matrimonio indissolubile, salvo poi essersi sposato due volte e aver beneficiato della convivenza, non gradisco chi fa il moralista, ergendosi come esempio di cittadino indomito e indiscusso, quando poi si fa a quanto si dice l’amante e le procura un lavoro in comune, dunque un posto di lavoro pubblico, grazie a tutto il “rispetto” che in questi anni si è guadagnato. Poi ha pure da ridire riguardo l’antimafia, allora è più coerente Sgarbi, che sputa addosso all’antimafia e poi si dichiara promiscuo. Fra Sgarbi e Maniaci per coerenza scelgo il primo, mi spiace. Si parla di famiglia, non di piccolezze.

          • Fulvia

            Ma non mi pare che Maniaci abbia mai predicato di essere uno stinco di santo, o abbia sostenuto chissà che battaglie contro il malcostume delle corna! Diverso sarebbe se l’avesse fatto; o se, per esempio, avesse attaccato tale politico o tale imprenditore perché fedifrago. Allora sì, farebbe una (ulteriore) parte da cialtrone: ma perfino in quel caso, la questione dovrebbe restare di esclusiva pertinenza privata.

          • Piaciullo

            E come si permette di chiamare tutti cornuti? Le parole hanno un peso, dunque ora non è credibile, pensasse alle corna che ha fatto alla moglie e magari iniziasse a cambiare modo di esprimersi, perchè è di una volgarità veramente imbarazzante, sarà uno di quelli che quando passa una bella ragazza inizia a fischiare, sbraitare, sbavare e a parlare quasi come un orco.

  • ALFREDO

    MA, A ME NON INTERESSANO I CANI, NON INTERESSANO I 460 EURO. A ME INTERESSANO 20 SECONDI DI INTERCETTAZIONE DOVE PINO DICE: “secondo te tutto questo rispetto da dove viene?…Tu non l’hai capito! Questa è stata una minaccia mia. Capisci? Proprio una minaccia!”. PINO PARLA DI RISPETTO OTTENUTO CON LA MINACCIA, TIPICO ATTEGGIAMENTO DEI MAFIOSI PIU’ MERDOSI E MMERDE ( COME LO STESSO PINO LI DEFINISCE). QUINDI A ME DELLA PRESUNTA ESTORSIONE NON ME NE FREGA UN CIUFOLO, DEI CANI AMMAZZATI DAL MARITO DELL’AMANTE E FATTI PASSARE PER ATTENTATO INTIMIDAZIONE MAFIOSA NON ME NE FREGA NULLA. MA IL RISPETTO CON LA MINACCIA.. QUESTO E’ UN ATTEGGIAMENTO DA UOMO MAFIOSO E QUINDI UOMO DI MERDA. COSI’ PINO MANIACI MI HA INSEGNATO A DEFINIRE I MAFIOSI O ATTEGGIAMENTI MAFIOSI, UTILIZZANDO LA PAROLA MERDA E SENZA FARE SCONTI A NESSUNO.

    • Fulvia

      caro Alfredo, non confondiamo però “atteggiamento mafioso” e mafia propriamente detta. Sono d’accordo con te, quei 20 secondi sono i peggiori in assoluto, ma dobbiamo distinguere questione penale e questione morale. Per la prima, Maniaci potrebbe (e, diciamo francamente: lo speriamo tutti) uscirne pulito. Per quanto riguarda la seconda, dubito che esistano lavanderie apposite: soprattutto, mi pare controproducente la strafottenza e anche veemenza verbale con cui lui e Ingroia (molto più professionale Parrino) hanno accolto le sacrosante critiche.

      • ALFREDO

        Ciao Fulvia, capisco che il mio post scritto di getto può portare fuori strada. Io non giudico Pino Maniaci dal punto di vista legale, per questo ci sono i giudici che stabiliranno quanto quelle affermazioni abbiano inciso sulla vita reale. Io mi riferisco al lato morale di tutta questa storia. Credo di poter affermare che Pino Maniaci non e’ un mafioso, casomai e’ uno che si “ATTEGGIAVA” da mafiosetto da quattro soldi (bulletto) per far credere a qualcuno/a che contasse qualcosa. In ogni caso, le persone che adottavano questo atteggiamento “BULLETTO” venivano giudicate dal Sig. Maniaci dei pezzi di M….. Ed io che non faccio discriminazioni uso questa classificazione anche con Maniaci. Detto questo faccio una precisazione. Nel caso in cui la magistratura dovesse giudicarlo non colpevole in toto, la mia opinione non cambierebbe per nulla e ti spiego perche’. Mettiamo caso che durante un’intercettazione tuo marito ( non so se sei sposata o no ma facciamo finta di si) si trova a parlare con la tua migliore amica dichiarando apertamente la passione l’uno per l’altra, con frasi infuocate e colorite, e mettiamo che si danno appuntamento in un giorno x ad un’ora x per fare sesso. Bene, adesso mettiamo il caso che il giudice che conduce le indagini stabilisce attraverso testimonianze e telecamere che quel giorno tuo marito e la tua amica non si sono visti. Tu che fai? vai dalla tua amica e da tuo marito con le lacrime agli occhi dicendo: LO SAPEVO CHE ERAVATE INNOCENTI..!! IL GIUDICE LO HA DIMOSTRATO…” Col PIF…fero. Perdi fiducia ( giustamente) per entrambi e a poco vale l’innocenza…. E la domanda che mi faccio e’: Ma… sono solo casi isolati… o il signor Pino negli anni ha fatto e sfatto quello che voleva..? adesso tutte ste domande diventano legittime…

        • Piaciullo

          Vero, chissà in passato cosa ha combinato per avere tutto questo “rispetto”, ormai è un personaggio non credibile.

      • Piaciullo

        Una donna che giustifica moralmente un marito cornificatore testimonia il degrado morale della nostra società. Se si arriva a tradire la moglie, poi tutto è lecito, lo avrei approvato se avessi saputo che aveva lasciato con onestà la moglie per un’altra, invece a quanto pare aveva l’amante a cui dava aiuto attraverso forme di “rispetto”.

        • Fulvia

          Le questioni di cui parla lei sono roba da preti, o comunque non pertinenti. Io non giustifico nessuno, semplicemente la questione moral-sentimentale non mi interessa e non dovrebbe interessare nessuno fuorché la coscienza delle persone direttamente coinvolte. E questo non lo dico perché ‘giustifico’ -purtroppo bisogna essere didascalici- ma per rispetto verso delle persone -che sono moglie, figlie e figlio, e la stessa ‘amica’ e il marito che si sono visti sputtanare in diretta nazionale. Sì, anche la signora in questione merita rispetto, caro signore: lei o io e perfino la legge, per fortuna, non è nessuno per giudicare gli affetti privati.
          Ridurre il tutto a ‘una questione di corna’: mi dispiace ma non ci casco. Ho già detto che credo poco al discorso delle estorsioni, e ancora meno credo ai lamenti (quantomeno tardivi, se non posticci) dei sindaci De Luca e Lo Biundo.
          Purtroppo non è solo questo, ci sono delle “cacofonie”, per così dire: c’è un antimafioso che per farsi bello fa il bullo, usando atteggiamenti mafiosi. Il fatto che fosse tutto “finto” (NB: capisce perché non si può non commiserare la signora ‘amica’, anch’essa imbrogliata?) non sminuisce la gravità della cosa. Quantomeno è un controsenso che, per vantarsi, per farsi bello, un uomo attinga all’immaginario di quanto pubblicamente avversa e combatte.
          Per questo per me Maniaci è definitivamente infangato, non c’è candeggio possibile. Tutto il resto sono chiacchiere da cortile, francamente ci sono questioni più serie a cui pensare: tipo evitare la chiusura di Telejato, tipo evitare che i giovanissimi colgano l’occasione per pensare che “tanto tutti sono uguali”.

          • Piaciullo

            Eh no, la questione morale, sia di preti o no, è il fulcro della questione, dato che questa supposta amante ha avuto benefici grazie al “rispetto” di cui parla Maniaci. Perchè un ateo o un laico non deve avere dei valori? Non riesco proprio a capire ciò. Maniaci usa la sua reputazione per ottenere forse favori verso la sua presunta amante, da cui desidera “rispetto” e si vanta del fatto che tutti davanti a lui abbassano la faccia. Ovviamente entra in primo piano tutto ciò e se ne fa anche una questione morale, perchè lui stesso utilizza per scopi personali l’essere antimafioso, che sembra sia un qualcosa che esula da altre azioni “immorali”, come tradire la coniuge. Le intercettazioni privati nei confronti della Guidi possono essere paragonate a queste stesse intercettazzioni, perchè vi è una questione economica che viene risolta attraverso affari di sesso o amore. Il PD tira fuori la privacy sulla Guidi, ma come ha ben spiegato Travaglio, è un arrampicarsi agli specchi, perchè la signora usava il suo potere per dare una mano al suo convivente, proprio come Maniaci verso la sua presunta amante. Non è lo stesso potere, ma se è vero quel che si sente, fa raccomandazioni in nome del rispetto che ha per via della sua lotta contro la mafia, il che è ingiusto perchè si parla di un lavoro pubblico, non privato. La signora beneficiaria di questo lavoro pubblico è certamente una imbrogliata, solo che sapeva che Maniaci fosse sposato, dunque io difendo la cornuta, non la cornificatrice, mi sembra moralmente giusto. Prove non ce ne sono, ma si evince tutto ciò dalle telefonate. Aldilà dei preti, imam o rabbini, posso fidarmi di uno che arriva a tradire anche la moglie e che si millanta al telefono, trovando un lavoro in comune ad una presunta amante? Tanti siciliani dicono che la mafia non esiste e che sta solo a Roma, che il pizzo è un favore per avere protezione e che la mafia dei vecchi tempi era nobile e corretta, a me sembra che in Sicilia tutto ciò sia radicato e che Maniaci, da siciliano, non è esente dall’avere comportamentali, diciamo così, derivanti da certi retaggi culturali ormai ben radicati e secondo me inestirpabili.

          • Fulvia

            Penso che lei abbia le idee un po’ confuse. Se davvero le ha procurato dei favori -cosa tutta da verificare- Maniaci sarà stato sicuramente immorale, come dice lei: ma questo a prescindere che l’abbia fatto verso l’amante, cugina, figlia, zio, cognato, o compare d’anello. Lei vuole invece portare la questione su un terreno che non è di sua pertinenza (a meno che lei non sia il ‘padre spirituale’ di Maniaci). Queste considerazioni valgono tanto per gli atei quanto per i credenti, che possono parteggiare quanto gli pare ma dovrebbero sempre: 1. distinguere il diritto dalla morale 2. gerarchizzare il valore delle questioni, cercando di distinguere cosa è irrinunciabile per sé, da ciò che deve esserlo per la società in uno stato di diritto.

          • Piaciullo

            Immorale ancor di più se è vero che ha procurato il favore all’amante e dunque rimane uno che ha poco da criticare gli altri, anche se mafiosi. Le leggi sono fatte con una base morale, dunque diritto e morale devono per forza andare a braccetto. Un giudice che manda in galera uno spacciatore e poi si scopre che era cliente lui stesso del giudice cosa è? Uno immeritevole di fare il giudice, dunque va cacciato e indicato come uno a cui neppure stringere la mano. Se un grande evasore fiscale mi critica tanto per fare un esempio la mafia, io gli direi di curare prima le sue problematiche personali, al limite poi potrebbe pensare di criticare la mafia stessa. Facile dire che la mafia fa schifo, quando poi la condotta morale non si discosta dalla mafia stessa. Il problema è che Falcone e Borsellino non ci sono più e non ne nascono più personaggi così carismatici e incorruttibili, in primo luogo moralmente, in secondo luogo perfetti anche nel giudicare. Per lottare contro la mafia non resta che affiancarsi a Maniaci e compagnia cantante, che se è vero quel che si dice, usano il loro nome per soddisfare il proprio ego. E allora meglio fare come tanti siciliani, che dicono “niente sacciu”, perchè tanto lì mai nulla cambierà.

          • Fulvia

            Falcone non era un santo, non era un santo Peppino Impastato, non lo era Pippo Fava, né Mauro Rostagno, né Mario Francese. Eccetera. I cosiddetti eroi sono persone normali: solo, con più coraggio dei normali. Ma non sono santi e ridurli ora a santini di carta è svilente. Le basta prendere una biografia dettagliata e non agiografica di uno dei succitatti per scoprire cose che potrebbero farla inorridire: ma se avrà la sensibilità di capire che non sono stati dei grandi perché non hanno mai tradito la moglie, o fatto uso di stupefacenti, o avuto il vizio del gioco o altri umanissimi vizi, capirà sicuramente che del santo si può fare a meno, non dell’eroe civile.

  • Piaciullo

    Il rispetto, parola spesso nella bocca dei mafiosi :-)

  • ‘nteregghekkiù

    bravo PIF..