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Partinico, bimba di un anno e mezzo ricoverata in ospedale con segni di un morso e altre ferite: denunciata la madre

Partinico, bimba di un anno e mezzo ricoverata in ospedale con segni di un morso e altre ferite: denunciata la madre
giugno 27
12:00 2017

 

Sono ancora frammentarie e passibili di errori le notizie pervenute in redazione.

Intorno alle 14,30 del 25 giugno, al pronto soccorso dell’Ospedale di Partinico si presenta una macchina del 118 dei Carabinieri con una bambina di un anno e mezzo, che viene subito accettata in codice rosso. I medici si rendono subito conto della gravità della situazione. La bambina presenta numerose echimosi in tutto il corpo, alcune in diversa fase, escoriazioni al collo, impronte di denti, e quindi segni di un morso al lato destro della schiena, ferite sul volto e in particolare sul sopracciglio destro, sulla guancia e una ferita al labbro interno superiore con tumefazione. Al medico viene riferito, probabilmente dalla madre, che la bimba avrebbe sbattuto la testa mentre era in braccio e avrebbe avuto un “mancamento”, ma il trauma cranico, le varie lesioni, il pianto ininterrotto della bambina convincono il medico di guardia a somministrare un antidolorifico e a chiedere il ricovero presso l’Ospedale dei bambini di Palermo, oltre che chiedere un referto del medico legale. La bimba attualmente si trova al reparto rianimazione in condizioni stabili, anche se i medici hanno escluso la riserva sulla vita.

I carabinieri della stazione di Partinico stanno interrogando i parenti della bimba nel contesto di un’indagine, per capire cosa sia successo. La madre è una ragazza di 22 anni, che ha due figlie e ne aspetta un terzo. I primi due figli sono stati generati da un padre che si è rifiutato di riconoscerli. Il terzo pare sia stato concepito con il nuovo compagno, che si definisce laureato in economia e passeggio, pare di capire sia un muratore, mentre la ragazza, da quanto abbiamo potuto ricostruire, si definisce un’alcolista felice ed esibisce foto di presunta avvenenza. Rischia di essere denunciata in stato di libertà per violazione degli obblighi di assistenza familiare e lesioni personali. Undici giorni fa la figlia maggiore di due anni e mezzo è stata ricoverata, sempre al Civico di Partinico e presentava strane fratture ai due polsi: non sembra sia stata aperta alcuna indagine su un episodio che poteva anche lasciar supporre che la bimba fosse stata legata: di fatto è stata sottoposta ad intervento chirurgico con 30 giorni di prognosi.

La prima ricostruzione delle forze dell’ordine della caserma di Partinico, al comando del capitano Pisanu, pare abbia rintracciato “elementi evidenti” di responsabilità sul comportamento della ventiduenne madre, che avrebbe cercato di evitare l’arrivo dell’ambulanza, ma il suo attuale compagno, avrebbe effettuato una prima manovra per rianimare la piccola, convincendo la compagna della necessità di chiamare il 118.

Il Tribunale dei Minori ha affidato le due bimbe al dott. Giorgio Trizzino, direttore sanitario del Civico, da cui dipende l’Ospedale dei Bambini dove la bambina è ricoverata.

L’episodio è rimbalzato su tutti i telegionali locali e nazionali come una di quelle “storie di ordinaria follia” che caratterizzano gli ambienti degradati delle periferie cittadine, i nuovi Bronx, dove la miseria si lega con la voglia di emulare modelli di altre classi sociali, anche a costo di ricercare vie di guadagni facili, storie torbide di sesso, di degrado ambientale, nevrosi spesso incontrollate determinate dalla necessità di dovere affrontare situazioni di vita alle quali non si è pronti. Quel morso sulla carne e quei lividi sulla faccia della bimba innocente nascondono problemi di instabilità psicologica di cui dovrebbero essere a conoscenza i servizi sociali, e che invece vengono occultati per proiettare all’esterno false immagini di felicità che nascondono violenze di cui sono vittime quelli che sono più indifesi. Questo è quello che si può intuire, in attesa che le indagini ne diano conferma.

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Sull'autore

Salvo Vitale

Salvo Vitale

Salvo Vitale è stato un compagno di lotte di Peppino Impastato, con il quale ha condiviso un percorso politico e di impegno sociale che ha portato entrambi ad opporsi a Cosa Nostra, nella Cinisi governata da Tano Badalamenti, il boss legato alla Cupola guidata negli anni Settanta da Stefano Bontate.