Telejato

Noi parliamo di Piccolo Pane e Panettino si risente

Noi parliamo di Piccolo Pane e Panettino si risente
maggio 15
16:23 2017

 

Ieri vi abbiamo raccontato una favoletta relativa a quello che c’era una volta in America in relazione a quello che c’era una volta in uno sperduto comune di nome Borghetto.

Una favola che abbiamo ricostruito mettendo assieme pezzi, carte, documenti e fantasie, perché ci pareva strano che certe cose vere potessero superare la stessa fantasia. Era la storia di un bravo cittadino dal nome “Piccolo pane”, ma il tutto aveva la non nascosta intenzione di offrire a chi è stato mandato a reggere, in nome dello stato, quel lontano comune di Borghetto, sciolto per infiltrazioni mafiose, qualche pezza d’appoggio per capire meglio come muoversi.

Oggi abbiamo scovato un video autoprodotto in cui un signore di nome Panettino si scaglia contro il criminale direttore di Telejato, perché, dice lui, lo avrebbe accusato di prendersi i soldi del Comune, versati alla sua Associazione. Noi di questa storia non ne sapevamo niente e non abbiamo detto niente, ma lui dice questo, e se lo dice gli crediamo, sino a prova contraria. Non solo, ma dice anche che tutta la calunniosa operazione serve o servirebbe per intimidirlo, dal momento che egli è chiamato a testimoniare contro il direttore criminale, come persona informata dei fatti. Ma come? Egli si sente minacciato e intimidito? Il direttore criminale dell’emittente, o il direttore dell’emittente criminale lo vuole direttamente chiamare a testimoniare al processo, altro che intimidirlo. Probabilmente chi gli dà questi strani consigli e suggerimenti o è un cattivo avvocato o un disinformato consigliere. Non sappiamo perché il sig. Panettino se la sia presa tanto. Siamo tentati di condividere via Internet il suo appello disperato alla ricerca di giustizia. Nel caso del sig. Piccolo Pane di Borghetto avremmo detto  che chi lo consiglia è un “consigliori”, ma non ci sogneremmo mai di accusare di collusioni mafiose il nostro Piccolo Pane. Non ci risulta e non risulta che ci siano mafiosi che si siano associati con lui. Chi lo vorrebbe? L’associazione amichevole invece parte dai piccoli sotterfugi che sono documentati dalle carte in nostro possesso. Riproduciamo, per amore di chiarezza il pezzo incriminato, su cui il nostro ex portavoce del sindaco sciolto è sembrato quasi sorvolare prendendo di striscio l’argomento, ed è giusto, perché non parliamo di lui ma di Piccolo Pane:

Poiché la signora G.M. ne aveva diritto, a seguito della legge 151 del 2001, aveva chiesto congedo, con domanda presentata il 3/11/2016 , dal giorno 3/12 al giorno 26/12/2016 al fine di potere assistere al figlio. Il congedo che gli era stato concesso con determina n. 50 del 2/12/2016. E tuttavia c’è chi sostiene che la signora in quel periodo non si trovava ad assistere il figlio, ma era andata a trovare il padre che è in America, e che forse aveva pure bisogno d’assistenza. Male lingue. E comunque l’Americana ritornava e qualche mese dopo, il 28/3/2017, con apposita istanza chiedeva un altro congedo straordinario dal 3/4/2017 al 26/6/2017 che ancora deve venire. Naturalmente la determina era subito approvata il 30/3/2017 e portava la firma di Pietro Piccola Barra Responsabile del Personale, e di Antonino Cittadino di Sciacca, responsabile dell’area. Fin qui tutto a posto, fino a quando non c’è stato lo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose. Per caso la signora, che era in congedo, non si trovava ad accudire il figlio, perché, come al solito, era andata ad accudire il padre in America. E a questo punto, tanto per metterci una pezza Piccolo Pane nella qualità di coniuge, per conto della moglie ha presentato il 14/4/2017 una nota con la quale chiedeva che il periodo di congedo della moglie fosse trasformato in periodo di congedo ordinario, cioè in comuni ferie o in periodo di aspettativa non retribuita, sostenendo che la moglie era dovuta partire il 31/3 per gli Usa per le avverse condizioni del padre. Intanto poteva pensarci già all’indomani della partenza, e non il 14 aprile. E, guarda caso, il giorno due maggio, 18 giorni dopo, il responsabile dell’area, il Cittadino di Sciacca, approvava la richiesta, senza neanche specificare che tipo di congedo fosse stato concesso. Scusa, ma il giorno 2 maggio non era lo stesso di quello dello scioglimento del comune? Si vabbè, ma la notizia si è saputa la sera, e siccome non c’era tempo per fare protocollare la domanda, questa è stata protocollata il giorno dopo.

Questi sono i fatti, queste sono le carte e a seguito, la nostra favoletta proseguiva così:

E invece, il giorno prima, cioè il due maggio, troviamo un decreto, a firma del sindaco, con il quale si attribuisce al Cittadino di Sciacca un carico di altre 18 ore di lavoro in aggiunta alle 10 che già prestava, con relativo congruo aumento di stipendio… Cose che accadono nel Comune di Borghetto…

E la favola si concludeva così:

Il cittadino di Sciacca ha perso il lavoro sia a Borghetto, sia nel vicino comune di Pars Iniqua, dove prestava pure servizio. Tutto questo è stato portato a conoscenza delle forze dell’ordine e nell’aria comincia a suonare un sinistro tintinnar di manette.

Dopo avere sentito l’accorato appello del sig. Panettino noi condividiamo con lui la sua sete di giustizia, dichiariamo che, delle due querele che egli ci ha annunciato di avere fatto, ad oggi non abbiamo ricevuto niente, e ci riserviamo di querelare lui per calunnia. Attenti, lui, non il sig. Piccolo Pane. Quello esiste solo nel comune di Borghetto, un paese lontano, lontano lontano.

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