Telejato

In memoria di Ilaria

In memoria di Ilaria
marzo 20
13:09 2019

Ricordo di Ilaria Alpi

Il 20 marzo 1994 veniva assassinata a Mogadiscio, all’età di 33 anni, Ilaria Alpi giornalista e fotoreporter italiana del TG3, insieme al suo cineoperatore Miran Hrovatin. Su questo duplice omicidio, malgrado processi, Commissioni parlamentari d’inchiesta e altre indagini, non si è riusciti a trovare né il movente né gli assassini.

Le inchieste della giornalista erano indirizzate su un possibile traffico di armi e di rifiuti tossici prodotti nei Paesi industrializzati e dislocati in alcuni paesi africani, in cambio di tangenti e di armi scambiate coi gruppi politici locali. In mezzo ci sarebbe stata la complicità dei servizi segreti italiani e di alte istituzioni italiane: nel novembre precedente l’assassinio della giornalista era stato ucciso, sempre in Somalia e in circostanze misteriose, il sottufficiale del SISMI Vincenzo Li Causi, informatore della stessa Alpi sul traffico illecito di scorie tossiche nel paese africano. Li Causi era un membro della Gladio, e l’attenzione di Ilaria era rivolta alla morte di Mauro Rostagno e al centro Scorpione di Trapani, una sede di Gladio dove operavano agenti dei servizi segreti e di cui si legge in alcuni atti presenti al Senato, che, ricevesse armi dalla società OTO Melara di Finmeccanica a La Spezia, e che queste armi fossero state inviate in Africa, dove operava la stessa organizzazione Gladio, dall’aeroporto di San Vito Lo Capo con un aereo ultraleggero non visibile ai radar.

Sull'autore

Salvo Vitale

Salvo Vitale

Salvo Vitale è stato un compagno di lotte di Peppino Impastato, con il quale ha condiviso un percorso politico e di impegno sociale che ha portato entrambi ad opporsi a Cosa Nostra, nella Cinisi governata da Tano Badalamenti, il boss legato alla Cupola guidata negli anni Settanta da Stefano Bontate.