Telejato

Gli auguri di Buona Pasqua di Telejato

Gli auguri di Buona Pasqua di Telejato
marzo 26
19:49 2016

 

Buona Pasqua a tutti i nostri telespettatori.

Pasqua vuol dire “passaggio”. Il passaggio degli Ebrei attraverso il Mar Rosso, il passaggio di Cristo dalla morte alla vita, il passaggio dalla brutta stagione, l’inverno, alla bella, la primavera, il passaggio di Proserpina dagli inferi alla terra, dove abiterà con noi per sei mesi, regalandoci bel tempo e ricchi frutti. Ma è anche il passaggio di chi dovrebbe scegliere di abbandonare il peccato, ll lato oscuro del male, per vivere nella grazia  di Dio. A questo punto chiediamo troppo, perché l’uomo e la donna, in quanto tali, compiono azioni che, a seconda dei posti in cui vivono, sono giudicate da altri uomini  buone o cattive. Quest’anno, per pura coincidenza, abbiamo anche il passaggio dall’ora normale all’ora legale, quindi il salto in avanti di un’ora, un’ora di luce in più, ma un’ora di sonno in meno, almeno sino a quando non prendiamo il ritmo.

A chi diamo quest’anno un “passaggio” pasquale? Prima di tutto al presidente Mattarella, perché si ricordi di essere siciliano e di dare un occhio ai problemi drammatici che la sua isola sta vivendo. A Renzi non possiamo augurare altro che di “passare”, cioè di togliersi di mezzo  nella stessa maniera in cui lui ha fatto passare, tramontare, il significato di quello che significa “sinistra” con i suoi valori. Berlusconi è già “passato” in tutti i sensi, appartiene al passato e non ci sarà neanche bisogno di imbalsamarlo: è già una mummia vivente. Anche a Grillo e a Casaleggio auguriamo di “passare” la mano, di andarsene uno a progettare strategie informatiche, l’altro a tornare a fare il comico. Non parliamo della Meloni, perchè tutta l’italia pseudo-femminista è insorta quando qualcuno le ha suggerito la stessa cosa che lei stessa aveva detto quindici giorni prima, cioè per un certo periodo fare la mamma: lei ha fatto un “passaggio” diverso, ma è possibile che i romani, per rispetto al nascituro la lascino stare a riposo. Salvini? Gli auguriamo di finire tra le mani di quattro extracomunitari giusti, robusti e incazzati: ci sarebbe un interessante passaggio di condizione anche per lui. Buona Pasqua anche a Sala-me e a tutti i suoi fratelli, cognati e compari: noi non siamo favorevoli alla pena di morte, ma qualche tortura, tanto per far provare loro cosa vuol dire non avere rispetto della vita degli altri, si potrebbe anche fare. E buona Pasqua a Crocetta: che passaggio possiamo augurargli? Di passare verso altri paesi e restarci, perché non finiremo mai di stupirci di come tutta l’agricoltura siciliana è insorta davanti ai fiumi di olio tunisino, di pomodori, di arance e altri prodotti agricoli che la Comunità Europea ha deciso di riversare in Europa e lui non sia stato in grado neanche di sprecare una parola.

Non smettiamo di stupirci di come mai la Sicilia non abbia chiesto, come altre 12 regioni, il referendum contro il rinnovo delle concessioni di trivellazione: gli resta ancora qualche anno e potrebbe fare davvero un passaggio e dimostrare di essere un presidente con gli attributi. Ma ci crediamo poco: cu nasci tunnu un po’ moriri quadratu. E infine avviamoci rapidamente a casa nostra: Difficile pensare al “passaggio” pasquale. Dovunque si passa troviamo buche, dissesti, realizzazioni abusive, mancanza di igiene, monnezza per tutte le ruote, mancanza d’acqua, cartelle esattoriali sempre più pesanti, vigili urbani scatenati a scrivere multe per far fare cassa al Comune, servizi sociali carenti, situazioni da terzo mondo, altro che essere in Europa. Auguri anche qui per una buona Pasqua, un buon passaggio. Passate, toglietevi tutti di mezzo, date spazio a qualcuno che possa cominciare a fare qualcosa di nuovo.

Sull'autore

Salvo Vitale

Salvo Vitale

Salvo Vitale è stato un compagno di lotte di Peppino Impastato, con il quale ha condiviso un percorso politico e di impegno sociale che ha portato entrambi ad opporsi a Cosa Nostra, nella Cinisi governata da Tano Badalamenti, il boss legato alla Cupola guidata negli anni Settanta da Stefano Bontate.