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Emiliano Puleo torna a casa

Emiliano Puleo torna a casa
ottobre 06
15:36 2017

Scarcerato Emiliano Puleo

Il trentenne di Partinico arrestato il 10 luglio scorso durante gli scontri al G20 di Amburgo, torna a casa. È rimasto in carcere per 84 giorni, dopo la liberazione di tutti quelli che erano stati arrestati con lui e alla fine è stato processato e condannato a un anno e sei mesi con la condizionale. L’accusa, che Puleo ha respinto, era di avere lanciato bottiglie contro gli agenti di Polizia ed era suffragata dalla testimonianza di un solo poliziotto, non confermata comunque dalle riprese effettuate dalle telecamere durante il corteo. Per quel che ha dichiarato Emiliano, pare che sia stato arrestato alla fine della manifestazione, mentre stava ritornando in albergo.

Al processo, ad Amburgo, erano presenti i genitori di Emiliano, Fina Fontana e l’ex consigliere comunale di Partinico Ottavio Puleo, che speravano in un’assoluzione piena e che comunque hanno rinunciato a una prosecuzione del processo, che avrebbe comportato la ulteriore detenzione del figlio. Alla sentenza sarà presentato appello, nella speranza di arrivare alla completa assoluzione. Secondo i genitori di Puleo il governo italiano ha ignorato questa vicenda, non ha fatto alcun passo e non ha risposto alle quattro interrogazioni parlamentari presentate dall’on. Erasmo Palazzotto, dai senatori Raffaela Bellot, Patrizia Bisinella e Emanuela Munerato, dalla senatrice Laura Puppato e dal collega Federico D’Incà.

Al circolo di Rifondazione Comunista dedicato a Peppino Impastato a Partinico, al suo arrivo c’è stata grande festa. È stato noleggiato un pullman per accogliere all’aeroporto di Punta Raisi Emiliano, arrivato intorno alle 22,30. Dopo di ciò i “compagni” di Emiliano si sono spostati al circolo di Rifondazione Comunista di cui Emiliano fa parte, per un momento di accoglienza e di festa assieme ad amici e militanti.

Nota: ho avuto il piacere di avere Emiliano come alunno nell’ultimo triennio del Liceo Scientifico. Non è che studiasse molto. Ricordo solo che i suoi occhi si illuminavano e riuscivo a cogliere un certo interesse solo quando parlavo di rivolte popolari, di momenti di storia locale o di linee di pensiero legate all’anarchia, al socialismo, al marxismo. Assieme ad altri compagni, che frequentavano il circolo di Rifondazione, è stato uno degli animatori della vita scolastica, attraverso una costante organizzazione di occupazioni, assemblee, iniziative varie, compreso il trasloco della scuola in un edificio nuovo e inutilizzato per motivi burocratici. Ha continuato la sua militanza, anche dopo che il padre Ottavio, dopo essere stato per molti anni consigliere comunale ed avere rappresentato l’aspetto più vivace dell’opposizione a Partinico, si è ritirato per occuparsi del suo lavoro, occupandosi della coltivazione di ortaggi in serra. Il suo ritorno fa seguito a una detenzione “troppo lunga” per i reati che gli sono stati contestati, anche perché Emiliano è stato sempre coerente nel dichiararsi “antifascista e comunista” anche davanti al giudice che lo ha condannato. Al silenzio del governo si è associato anche quello della stampa, che ha ignorato l’evento.

Sull'autore

Salvo Vitale

Salvo Vitale

Salvo Vitale è stato un compagno di lotte di Peppino Impastato, con il quale ha condiviso un percorso politico e di impegno sociale che ha portato entrambi ad opporsi a Cosa Nostra, nella Cinisi governata da Tano Badalamenti, il boss legato alla Cupola guidata negli anni Settanta da Stefano Bontate.